In marcia per il mare: un motore per salvare delfini e tartarughe marine

Lido di Spina (FE), 12 dicembre 2025 – Un gruppo di biologi marini insieme a volontari dell’associazione Turtles of the Adriatic Organization APS (TAO) ha lanciato un appello per raccogliere fondi. Serve un nuovo motore per il gommone con cui si spostano in mare. Senza quel motore, spiegano, rischiano di fermarsi le attività di ricerca e tutela delle tartarughe marine e dei delfini lungo la costa emiliano-romagnola del Mar Adriatico. E proprio ora, dicono, i dati raccolti stanno aprendo nuove prospettive sulla biodiversità locale.

Un motore per non fermare la ricerca

La campagna, partita da pochi giorni, punta a raccogliere 9.500 euro per sostituire il motore vecchio e ormai inutilizzabile del gommone. “Il motore è il nostro cuore pulsante – dice Giulia Ferri, biologa e portavoce di TAO – senza di lui non possiamo raggiungere le zone dove vivono tartarughe e delfini né raccogliere i dati indispensabili per proteggerli”. Le uscite in mare, spesso all’alba o nel tardo pomeriggio, sono i momenti chiave per osservare questi animali nel loro habitat e per documentare i loro movimenti, comportamenti e come interagiscono con le attività umane.

Non finisce qui: il progetto prevede anche di sostituire il tubolare del gommone, logorato da più di vent’anni di uso e intemperie. Per questo servono altri 5.000 euro, che portano la cifra totale a 14.500 euro. “Solo così potremo dire di avere una barca sicura, pronta a navigare ancora per tanti anni”, aggiunge Ferri.

Tartarughe e delfini, sentinelle del mare Adriatico

Dal 2018, con base a Lido di Spina, TAO si occupa di monitorare e contare le tartarughe marine Caretta caretta e i delfini tursiopi. Sono specie protette e, secondo gli esperti, veri indicatori dello stato di salute del mare. “Le tartarughe e i delfini ci raccontano come sta cambiando il mare – spiega Ferri – sono le nostre sentinelle silenziose”.

Negli ultimi quattro anni, grazie anche a un drone acquistato nel 2022 con una precedente raccolta fondi chiamata “Voliamo al mare”, i volontari hanno censito circa 350 delfini tursiopi nelle acque del Delta del Po. Il sistema si basa sul riconoscimento fotografico delle pinne dorsali, una sorta di “impronta digitale” che permette di identificare ogni singolo animale. Ma il lavoro è solo all’inizio: “Abbiamo contato poco più della metà dei delfini presenti – ammette Ferri – c’è ancora molto da scoprire sul loro modo di vivere e su come convivono con l’uomo”.

Ricerca e sensibilizzazione, la missione di TAO

TAO non si limita a raccogliere dati. L’associazione porta avanti anche progetti di sensibilizzazione rivolti a scuole, famiglie e turisti, con l’obiettivo di coinvolgere tutti nella tutela del mare. “La protezione passa anche dalla conoscenza – spiega Ferri – per questo organizziamo incontri, laboratori e uscite in barca aperte a chiunque voglia partecipare”.

Il sostegno della comunità è stato fondamentale anche in passato: nel 2022 quasi cento donatori hanno permesso l’acquisto del drone oggi usato per il monitoraggio. Ora la sfida è più urgente che mai: senza un nuovo motore, il lavoro rischia di fermarsi proprio quando la ricerca entra in una fase cruciale.

Una sfida che riguarda tutti

La raccolta fondi è attiva su Ideaginger.it, con la formula “tutto o niente”: se non si raggiunge la cifra entro il 12 febbraio 2026, i soldi verranno restituiti ai donatori. “È una corsa contro il tempo – ammette Ferri – ma siamo fiduciosi che chi ama il mare ci darà una mano”.

Per informazioni o per aiutare basta visitare la pagina dedicata su Ideaginger.it. In gioco non c’è solo un motore o una barca: c’è la possibilità di continuare a scrivere una pagina importante nella ricerca e nella tutela della biodiversità nel Mar Adriatico.

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