Amsterdam, 21 dicembre 2025 – La sfida della navigazione a zero emissioni è ormai in pieno svolgimento nei cantieri più all’avanguardia d’Europa, dove tecnologia e vento si incontrano per disegnare il futuro dei superyacht. Nei Paesi Bassi, Royal Huisman ha svelato il concept Aera: un catamarano di 50 metri che promette di azzerare quasi del tutto l’impatto ambientale. In Francia, invece, la MODX 70 ha già solcato il Mediterraneo affidandosi esclusivamente a energia elettrica e fonti rinnovabili. Due idee diverse, ma un’unica direzione: liberare il lusso in mare dalle emissioni.
Aera, il superyacht che si guida da solo
Il progetto Aera nasce da una domanda semplice, ma ambiziosa: come usare la forza del vento senza bisogno di un equipaggio numeroso? “L’idea è stata proprio questa: rendere la vela facile e automatica”, racconta Iain Percy, ex olimpionico e oggi a capo di Artemis Technologies, specializzata in vele ad ala e scafi foil per l’America’s Cup. Insieme a Rondal, la divisione compositi di Royal Huisman, hanno creato una vela alare in fibra di carbonio lunga 35 metri, con una superficie di 245 metri quadrati. Un gigante, ma che offre una resistenza all’aria dieci volte più bassa rispetto a un albero tradizionale.
Il vero cuore di Aera sta nell’automazione: due motori elettrici muovono la vela, mentre un computer di bordo la regola senza sosta. “Il comandante inserisce la meta, mette la vela in modalità automatica e in meno di un minuto si parte”, spiega Jan Timmerman, CEO di Royal Huisman. Insomma, gestirla è quasi come guidare uno yacht a motore. Quando il vento manca, entrano in gioco due eliche elettriche retrattili alimentate da batterie da 580 kWh. L’autonomia? Fino a 11 ore per i servizi di bordo e 72 ore all’ancora grazie a celle a combustibile a idrogeno, che producono oltre 3.000 kWh. Per le traversate più lunghe, generatori a biodiesel assicurano energia con emissioni contenute.
Design e comfort: il futuro si vive a bordo
Il designer Cor D. Rover ha voluto che Aera “fosse la visione del futuro”. Il risultato? Uno scafo asimmetrico con tre ponti aperti e collegati tra loro, pensati per godersi la vita all’aperto. “Un catamarano è naturalmente stabile”, dice Rover, “Aera si inclina solo di due gradi quando è sotto vela”. La larghezza di 14 metri regala spazi ariosi: camminamenti ombreggiati collegano aree comuni dalla forma irregolare. Gli spazi esterni superano i 670 metri quadrati, pari a quelli di uno yacht tradizionale lungo venti metri in più.
Non mancano tocchi esclusivi: la suite armatoriale si apre su una terrazza privata con piscina a prua; a poppa, un’altra piscina e uno specchio d’acqua che si apre sul mare. “Ci serve solo un giovane miliardario tech che ci creda”, scherza Rover.
MODX 70: la barca che si ricarica mentre naviga
Se Aera è ancora un’idea, la francese MODX 70 è già realtà. Dal varo ad aprile, questo catamarano di 21 metri ha già percorso migliaia di miglia nel Mediterraneo senza usare neanche una goccia di carburante fossile. “Ogni scelta è stata fatta per non avere petrolio a bordo”, racconta Jean Guyon, socio del cantiere Océan Développement. “La vediamo come una Tesla del mare, capace di ricaricarsi mentre si muove”.
Due motori elettrici da 40 kW sono alimentati da batterie LFP da 250 kWh. I pannelli solari coprono più di 70 metri quadrati e possono produrre fino a 14,5 kWp; le eliche generano altri 10 kWp sfruttando il movimento dell’acqua. Ma la vera novità sono le vele gonfiabili di Aeroforce Marine: si alzano in sette minuti con un tocco sullo schermo e si regolano da sole in base al vento. “Basta un clic”, spiega Guyon, “e la vela trova subito l’angolo migliore”.
La progettazione è firmata dallo studio francese VPLP, celebre per le barche da regata oceanica. Le ali gonfiabili raggiungono i 185 metri quadrati e si richiudono quando la barca è ferma. Il secondo esemplare della MODX 70 è già in costruzione; il prezzo base supera gli 8 milioni e mezzo di euro.
Nautica e sostenibilità: una rotta obbligata
Aera e MODX 70 sono due modi diversi per arrivare allo stesso traguardo: ridurre l’impatto ambientale della nautica di lusso senza sacrificare comfort e autonomia. La tecnologia delle vele alari automatiche promette di rivoluzionare la navigazione, ma il vero banco di prova sarà la voglia degli armatori e la capacità dei cantieri di trasformare questi prototipi in modelli alla portata di molti. Per ora, il vento soffia forte a favore dell’innovazione.