Ireland monitors elusive tanker dodging the English Channel

Negli ultimi mesi, l’Irlanda ha visto un incremento significativo nel numero di tanker appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra”, che scelgono di navigare lungo la costa occidentale del paese, evitando il Canale della Manica. Quest’area è notoriamente sorvegliata dalle autorità britanniche, le quali possono richiedere la documentazione assicurativa delle navi. Secondo quanto riportato dal quotidiano Irish Times, molte di queste imbarcazioni stanno optando per rotte più lunghe, che passano a nord della Scozia e a ovest dell’Irlanda, approfittando di un sistema di monitoraggio meno sofisticato e della mancanza di controlli rigorosi sui documenti di identità delle navi.

Un caso emblematico: il tanker Blue

Un esempio recente è emerso oggi, 8 agosto, quando il tanker Blue, una nave più vecchia e caricata di petrolio, ha iniziato a dirigersi verso sud lungo la costa occidentale irlandese. Secondo le informazioni fornite da Starboard Intelligence, il tanker ha disattivato il segnale AIS (Automatic Identification System) prima di entrare nella Zona Economica Esclusiva (EEZ) irlandese. Il Blue aveva caricato petrolio greggio a Ust-Luga e era partito il 31 luglio.

Il Blue rappresenta un tipico esempio di nave della flotta ombra. TankerTrackers.com ha registrato che il Blue è stato sanzionato sia dal Regno Unito che dall’Unione Europea e citato da Greenpeace come un pericolo per l’ambiente marino. Questo database attualmente include oltre 1.200 tanker ufficialmente inseriti nella lista nera. Costruito nel 2003, il Blue ha un tonnellaggio di 169.000 dwt e mostra falsamente una registrazione in Benin. Dalla sua costruzione, la nave ha cambiato identità quattro volte e ha dichiarato di essere registrata sotto sei diverse bandiere:

  1. Benin
  2. Antigua e Barbuda
  3. Liberia
  4. Palau
  5. Gibuti
  6. Cipro

Dal 2024, la gestione della nave è stata riportata dalla Turchia.

Misure di monitoraggio irlandesi

Le autorità irlandesi hanno evidenziato l’attenzione particolare rivolta a questa nave a causa della sua apparente falsa registrazione. Hanno comunicato all’Irish Times che la Guardia Costiera irlandese ha “istituito misure specifiche” per monitorare l’aumento di tanker della flotta ombra che transitano nella EEZ irlandese. Queste misure includono il dispiegamento dell’Air Corps e del Servizio Navale. Tuttavia, a differenza di quanto avviene nel Regno Unito e nei paesi baltici, l’Irlanda non sta attivamente sfidando le navi a confermare la loro identità e le informazioni assicurative.

Dopo un breve periodo di inattività, il Blue ha ripreso a trasmettere un segnale AIS nel corso della giornata, mostrando che la nave sta ora navigando verso il Canale di Suez a una velocità di 10 nodi. Secondo l’Irish Times, è probabile che la nave sia diretta verso l’India, che continua a effettuare acquisti di petrolio russo nonostante le sanzioni internazionali.

Implicazioni globali della flotta ombra

Questo fenomeno dei tanker ombra è diventato un argomento di crescente preoccupazione a livello globale, poiché rappresenta un modo per aggirare le sanzioni imposte a paesi come la Russia, le cui esportazioni di petrolio sono state colpite da restrizioni dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. La navigazione attraverso acque meno sorvegliate permette a queste navi di continuare le loro operazioni senza dover fornire documentazione valida, creando un ambiente favorevole per il traffico illegale di petrolio.

Il governo irlandese sta valutando come affrontare questa situazione, tenendo conto delle limitazioni delle risorse e delle differenze nelle politiche di monitoraggio rispetto ad altre nazioni. È chiaro che la crescente attività della flotta ombra richiede un’attenzione e una risposta più incisiva, non solo per proteggere l’ambiente marino, ma anche per garantire la sicurezza delle rotte marittime e il rispetto delle normative internazionali.

In un contesto globale in continua evoluzione, il caso del Blue mette in evidenza le sfide che i paesi devono affrontare nella lotta contro il traffico di petrolio e le sanzioni. La situazione richiede una cooperazione internazionale e strategie innovative per monitorare e controllare le operazioni marittime, specialmente in acque che non sono adeguatamente sorvegliate. Mentre l’Irlanda intensifica i suoi sforzi per affrontare la questione, rimane da vedere come le dinamiche della flotta ombra continueranno a evolversi e quali misure saranno adottate per garantire una navigazione sicura e sostenibile.

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