Taranto, 6 gennaio 2026 – La Befana è arrivata dal mare, come vuole la tradizione, portando questa mattina sorrisi e un tocco di magia ai bambini radunati sul lungomare di Taranto. L’appuntamento con “La Befana vien dal mare” si è ripetuto anche quest’anno il 6 gennaio, mescolando solidarietà, sport e folklore e coinvolgendo centinaia di famiglie e volontari. L’evento, organizzato dalla Lega Navale Italiana di Taranto insieme a varie associazioni locali, si è svolto tra le onde del Mar Grande, con la partecipazione di atleti, sub e soccorritori.
La Befana arriva dal mare: una tradizione che non tradisce
Alle 10 precise, sotto un cielo terso e una leggera brezza che increspava l’acqua, è spuntata la figura della Befana su una piccola barca a remi. Un ingresso insolito, quasi uno spettacolo, che ha catturato l’attenzione dei più piccoli. “Aspettiamo questo momento ogni anno – racconta Anna, mamma di due bambini – perché qui la Befana arriva davvero dal mare, è qualcosa di unico”. I volontari della Lega Navale hanno spiegato che la festa nasce per “unire la città attorno a valori semplici: accoglienza, sport e cura per chi è più in difficoltà”.
Tra sport e solidarietà: il vero cuore della festa
Non è solo folklore. La mattinata ha visto protagonisti molti atleti delle società sportive locali, come i canottieri del Circolo Remiero Taranto e i sub della Jonio Sub. Alcuni hanno accompagnato la Befana nell’ultimo tratto del suo viaggio, altri hanno animato il lungomare con giochi e dimostrazioni per i bambini. “Così lo sport diventa uno strumento per includere tutti”, spiega Francesco D’Andria, presidente della Lega Navale tarantina. Intanto, sono stati raccolti giocattoli e beni di prima necessità per le famiglie più bisognose. “La solidarietà è il vero motore della giornata”, confida una volontaria della Caritas.
Un ponte tra generazioni e quartieri
La festa ha coinvolto non solo il centro, ma anche i quartieri periferici. Gruppi di bambini sono arrivati da Paolo VI e Tamburi, accompagnati dagli educatori delle parrocchie. “Per molti di loro è la prima volta che vedono il mare così da vicino”, racconta don Marco, parroco del Sacro Cuore. Sul molo, tra bandiere colorate e musica dal vivo, si mescolavano voci in dialetto e accenti stranieri: segno di una città che cambia, ma non perde le sue radici. “La Befana qui è sempre stata una festa popolare – ricorda un vecchio pescatore – anche quando eravamo ragazzi”.
Sicurezza e partecipazione, un lavoro di squadra
La manifestazione si è svolta sotto l’occhio vigile della Capitaneria di Porto e della Polizia Locale. Nessun incidente, solo qualche piccolo intoppo per l’affollamento sul lungomare Vittorio Emanuele III. Il Comune di Taranto ha patrocinato l’evento, garantendo assistenza e pulizia straordinaria. “Siamo orgogliosi di sostenere iniziative che favoriscono la coesione sociale”, ha detto l’assessora alle Politiche Sociali, Maria Grazia Greco. Presenti anche la Croce Rossa e la Protezione Civile.
Un messaggio che va oltre la festa
A chiusura della mattinata, la Befana – interpretata quest’anno da una volontaria storica della Lega Navale – ha distribuito dolci e piccoli doni ai bambini. Qualcuno si è fermato per una foto ricordo, altri hanno chiesto un abbraccio o una promessa per il prossimo anno. “Non è solo una festa – sottolinea il presidente D’Andria – ma un modo per ricordare che nessuno deve sentirsi escluso”. E così, tra coriandoli e risate, Taranto ha salutato ancora una volta la sua Befana del mare: un appuntamento che unisce generazioni diverse all’insegna della solidarietà e dell’identità cittadina.