Ieri sera, venerdì 10 ottobre 2025, Piazza Vittorio Emanuele II ha ospitato un evento straordinario che ha unito le Flotilla di terra e la Flotilla di mare. Questo incontro ha rappresentato un momento di grande significato nella capitale italiana, simbolo di multiculturalità e solidarietà. Sotto il cielo di Roma, membri dell’equipaggio della Flotilla di mare hanno abbracciato i rappresentanti delle squadre di terra della Global Sumud Flotilla, trasmettendo un messaggio di resistenza e speranza per un futuro migliore.
Durante la serata, Luca, un membro dell’equipaggio di mare, ha condiviso la sua esperienza, esprimendo riconoscenza per il supporto ricevuto durante il viaggio. Ha affermato: “Siamo qui per portare un messaggio di speranza e di libertà”, evidenziando l’importanza della connessione tra le diverse forme di resistenza contro l’oppressione. Bassam, un giornalista e attivista palestinese, ha sottolineato l’urgenza di liberare i prigionieri politici e garantire un futuro di pace e giustizia per i palestinesi, criticando il piano di pace di Trump come una truffa neocoloniale.
l’importanza della mobilitazione
Luca ha continuato a descrivere le atrocità subite dai palestinesi, richiamando l’attenzione sulla necessità di mobilitarsi contro il militarismo, affermando: “Dobbiamo liberare l’Italia da un governo complice di genocidi”. Anche Carlo, uno skipper della Flotilla, ha condiviso la sua emozione nel vedere la solidarietà nelle piazze italiane. Ha esortato i presenti a continuare a lottare per i diritti umani, affermando: “La nostra voce deve essere unita e forte”.
Simone ha messo in evidenza che la lotta per la Palestina è una questione che riguarda tutti. Ha affermato: “Siamo di fronte a un progetto colonialista che non riguarda solo la Palestina, ma anche noi”, sottolineando l’importanza di bloccare le esportazioni di armi. Ha anche menzionato i risultati concreti ottenuti, come la possibilità per i pescatori di Gaza di tornare a lavorare.
la necessità di resistere
L’attore e scrittore Giuseppe Cederna ha espresso il suo sostegno alla Flotilla, denunciando chi ha cercato di ostacolarli. Ha ricordato le decine di migliaia di morti e l’importanza di continuare a resistere con compassione e passione. Il team legale italiano ha confermato la legalità della missione della Flotilla, evidenziando come l’azione contro l’illegalità di Israele e dei governi occidentali sia un atto di resistenza e un nuovo internazionalismo.
Serena, di “Non una di meno”, ha parlato dell’intersezionalità delle lotte per l’autodeterminazione, invitando a mobilitarsi contro le ingiustizie sistemiche. Ilaria, di Mediterranea, ha richiamato l’attenzione sul migranticidio, sottolineando i legami tra le politiche che causano sofferenza e quelle che affliggono la Palestina.
un messaggio di unità
La serata ha visto una serie di interventi, tra cui quello di uno studente che ha detto: “Pensavamo di liberare la Palestina, ma la Palestina ha liberato noi”. Un altro ha sottolineato l’importanza di continuare a lottare insieme: “Italiani o palestinesi, siamo tutti sulla stessa barca”. Nunzio, rappresentante di USB, ha parlato del nuovo internazionalismo emerso dalle mobilitazioni, invitando a riunirsi per decidere come cambiare il Paese.
Il messaggio che è emerso è chiaro: la lotta per la giustizia e i diritti umani è una causa comune che deve unire diverse comunità e popoli. Solo insieme sarà possibile costruire un mondo migliore e più giusto.