La Sicilia si conferma come un’importante protagonista nell’ambito dell’economia del mare, un settore cruciale per il benessere economico dell’isola. Secondo il Report “Economia del Mare Sicilia 2025”, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare (OsserMare) in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, il valore aggiunto generato dalla filiera del mare in Sicilia ammonta a 17,4 miliardi di euro, rappresentando il 6% del valore aggiunto regionale. Questo dato è significativamente superiore alla media nazionale, che si attesta al 4%.
Settori dell’economia del mare
L’economia del mare siciliana comprende una vasta gamma di attività, tra cui:
- Pesca
- Cantieristica
- Logistica portuale
- Turismo costiero
- Servizi ambientali
Si stima che il valore aggiunto diretto di queste attività raggiunga i 5,9 miliardi di euro, con oltre 102 mila occupati e 29.561 imprese, equivalenti al 6,4% del totale delle imprese dell’isola. Questi numeri evidenziano non solo l’importanza economica del settore, ma anche il suo potenziale nel creare posti di lavoro e opportunità imprenditoriali.
L’effetto moltiplicatore dell’economia del mare
Un aspetto interessante del report è il suo focus sull’effetto moltiplicatore dell’economia del mare. In Sicilia, ogni euro generato in valore aggiunto diretto riesce a moltiplicarsi di 1,9 volte, rispetto a una media nazionale di 1,8. Questo significa che il settore ha un impatto significativo non solo sulle attività marittime, ma anche su altri ambiti economici, contribuendo alla crescita complessiva della regione e alla coesione territoriale.
Protagonisti del valore aggiunto
Analizzando i settori che contribuiscono maggiormente al valore aggiunto, emergono chiari protagonisti:
- Servizi di alloggio e ristorazione: 36,5%
- Movimentazione di merci e passeggeri via mare: 32,8%
- Cantieristica navale e ricerca ambientale: 8,5%
- Filiera ittica: 7%
- Attività sportive e ricreative: 6,3%
Il report sottolinea anche il forte radicamento della Blue Economy nelle aree costiere dell’isola, che comprendono 192 comuni, di cui 123 litoranei e 69 prossimi al mare. Queste zone producono il 78,2% del valore aggiunto complessivo regionale e ospitano il 73,5% della popolazione siciliana.
Crescita imprenditoriale e dimensione commerciale
Un altro dato interessante riguarda l’andamento dell’imprenditoria nel settore. Tra il 2019 e il 2024, la base imprenditoriale dell’economia del mare in Sicilia è aumentata di quasi 4.000 unità, trainata principalmente dai settori del turismo marittimo e costiero. Le imprese femminili rappresentano il 24,2% del totale, un dato superiore alla media nazionale del 22,6%, e hanno registrato una crescita del 20,1% in cinque anni.
Nel 2024, l’export siciliano del settore ammonta a 124,9 milioni di euro, mentre le importazioni raggiungono i 495,3 milioni di euro, evidenziando un saldo negativo di 370 milioni.
Durante la presentazione del Report “Economia del Mare Sicilia 2025” all’8° Salone Nautico di Sicilia Seacily, Antonello Testa, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare, ha sottolineato l’importanza della Sicilia come ponte strategico del Mediterraneo e laboratorio di sperimentazione per politiche di sostenibilità, innovazione e turismo marittimo.
Il report offre una visione dettagliata e ottimistica dell’economia del mare in Sicilia, evidenziando non solo la crescita economica, ma anche le opportunità per il futuro. Con il suo ricco patrimonio naturale e culturale, la Sicilia ha tutte le carte in regola per continuare a sviluppare un’economia marittima sostenibile e innovativa che possa beneficiare le generazioni future.