Il Mar Mediterraneo, noto come Mare Nostrum, è un ecosistema unico e ricco di biodiversità che ha affascinato studiosi e viaggiatori per millenni. Negli ultimi anni, tuttavia, questo prezioso bacino marino ha suscitato crescente preoccupazione nella comunità scientifica a causa dei rapidi cambiamenti che lo interessano. Questi mutamenti, spesso drammatici, hanno sollevato allarmi tra la popolazione e i ricercatori, evidenziando che il nostro mare sta vivendo un periodo critico.
fioriture algali e il riscaldamento delle acque
Affrontando il tema delle fioriture algali, è fondamentale notare che il Mediterraneo non è l’unica area colpita. A migliaia di chilometri di distanza, nella regione biogeografica dell’Australia sud-occidentale, è stata segnalata un’anomala fioritura di alghe della specie Karenia mikimotoi. Questa alga microscopica, invisibile a occhio nudo, sta causando una moria di massa di pesci, crostacei e molluschi sulla costa meridionale australiana. Il fenomeno è stato amplificato da diversi fattori, tra cui:
- Un’ondata di calore.
- Condizioni di mare calmo.
- Eccesso di nutrienti riversati in mare a seguito di un’alluvione avvenuta circa un anno fa.
Questi eventi hanno alterato l’ecosistema marino, creando condizioni favorevoli alla proliferazione di microalghe. Le conseguenze sono devastanti, con un numero crescente di avvistamenti di animali marini morti, come squali, stelle marine e polpi, documentati dai cittadini attraverso fotografie. Inoltre, la pesca commerciale ha subito un calo significativo delle catture, evidenziando l’impatto socio-economico di questa crisi ecologica.
il progetto di citizen science
Il progetto SA Marine Mortality Events 2025, che adotta un approccio di citizen science, ha già raccolto oltre 15.000 osservazioni di circa 500 specie di animali marini deceduti. Questo metodo di raccolta dati, che coinvolge i cittadini nella registrazione degli eventi di mortalità marina, dimostra come la scienza possa trarre vantaggio dalla partecipazione attiva della comunità. Tuttavia, la situazione rimane allarmante: le fioriture algali possono causare la morte degli organismi marini sia per le tossine rilasciate che per asfissia, dovuta alla diminuzione dell’ossigeno disponibile nell’acqua.
l’impatto delle microalghe sull’ecosistema
Le microalghe fotosintetiche sono fondamentali per la salute degli ecosistemi marini, costituendo la base della catena alimentare e producendo ossigeno. Tuttavia, quando le condizioni ambientali cambiano, alcune specie possono proliferare in modo incontrollato, generando fioriture tossiche. Queste fioriture hanno effetti devastanti non solo sulla fauna marina, ma anche sugli esseri umani, attraverso l’esposizione diretta alle tossine o il consumo di frutti di mare contaminati.
Il Mediterraneo, essendo un bacino oligotrofico, è particolarmente vulnerabile all’arrivo di nutrienti in eccesso. Le fioriture possono essere causate da specie algali tossiche come Ostreopsis ovata, oppure da specie non tossiche come Alexandrium taylorii, che raggiungono una biomassa elevata. Inoltre, l’espansione delle microalghe nocive originarie delle zone tropicali verso le regioni temperate, inclusi i mari europei, rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione.
Le fioriture algali sono fenomeni complessi, influenzati da vari fattori meteorologici e idrologici, rendendo difficile la loro previsione. Tuttavia, strumenti come il telerilevamento satellitare, in combinazione con sensori in situ e modelli matematici, possono stimare la probabilità di eventi futuri, analizzando la concentrazione di clorofilla per monitorare e mitigare gli effetti delle fioriture.
L’urgente necessità di monitoraggio e ricerca è evidente: il futuro della biodiversità marina nel Mediterraneo e in altre aree vulnerabili del pianeta dipende dalla nostra capacità di comprendere e affrontare questi fenomeni, proteggendo così gli ecosistemi marini e le comunità che da essi dipendono.