L’economia del mare: un tesoro da 217 miliardi di euro per il nostro Pil

L’economia del mare rappresenta un pilastro fondamentale per l’Italia, contribuendo in modo significativo al Prodotto Interno Lordo (Pil) nazionale. Recentemente, il forum “Risorsa Mare” ha messo in evidenza come questo settore abbia generato un valore di 217 miliardi di euro, pari all’11% del Pil. Questo dato sottolinea non solo la crescita del settore, ma anche la sua importanza strategica per il futuro economico del Paese.

l’importanza del forum “risorsa mare”

Organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministero per le Politiche del mare, il forum ha analizzato il contributo delle industrie marittime, delle attività subacquee e del turismo costiero. Tra i dati emersi, spicca il valore aggiunto generato dall’economia del mare nel 2023, che ammonta a 77 miliardi di euro. Considerando il moltiplicatore economico di 1,8, il contributo complessivo del settore all’economia italiana raggiunge i 217 miliardi di euro, un aspetto cruciale nelle politiche economiche nazionali.

la leadership dell’industria armatoriale italiana

L’industria armatoriale italiana si distingue a livello europeo, occupando il secondo posto per numero di navi e il primo nel trasporto marittimo a corto raggio. L’Italia è anche leader mondiale per il valore di mercato della sua flotta traghetti. Tuttavia, si registra una preoccupante diminuzione delle iscrizioni al Registro navale, con una flessione del 15,1% negli ultimi dieci anni, corrispondente a oltre 200 unità. Questo trend evidenzia l’urgenza di interventi strategici per rilanciare la cantieristica e attrarre nuovi investimenti.

opportunità nel settore subacqueo e crocieristico

Il settore subacqueo emerge come un’opportunità significativa, con un valore aggiunto di 2,3 miliardi di euro nel 2023. Investire in questo settore è cruciale, dato che solo poco più di un quarto dei fondali marini è conosciuto. Si prevede che nei prossimi dieci anni il settore potrebbe valere oltre 400 miliardi di euro a livello globale, contribuendo anche alle infrastrutture digitali attraverso i cavi sottomarini.

L’industria crocieristica, con 13,4 milioni di crocieristi nel 2023, posiziona l’Italia al primo posto in Europa. Tuttavia, il Paese è solo al sesto posto per numero di porti turistici, evidenziando la necessità di investimenti e politiche di sviluppo a livello centrale. Attualmente, oltre il 30% degli spazi portuali italiani risulta sottoutilizzato, in particolare nel Sud, dove ci sono enormi opportunità di sviluppo ancora inespresse.

In conclusione, il forum ha sottolineato l’importanza della crescente centralità del mare nelle politiche economiche nazionali, richiedendo un approccio strategico per affrontare le sfide legate alla dimensione subacquea e alla transizione energetica. Le proposte avanzate per il futuro dell’economia del mare includono il miglioramento del quadro normativo e delle politiche fiscali, oltre a investimenti nella formazione delle nuove generazioni per colmare il gap di competenze nel settore. Il Sud Italia emerge come un’area ideale per lo sviluppo di Poli della cantieristica, rafforzando così la leadership industriale italiana a livello globale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser