Leonardo e Acegas: la sfida della tecnologia nel cluster M.A.R.E. FVG

Trieste, 29 dicembre 2025 – Leonardo, uno dei maggiori gruppi europei nel campo della difesa e dell’aerospazio, ha ufficializzato il suo interesse a entrare nel cluster M.A.R.E. FVG, il polo di innovazione che unisce le eccellenze industriali e scientifiche del Friuli Venezia Giulia. La notizia è arrivata nelle ultime ore con una lettera firmata dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, indirizzata ai vertici del cluster. L’azienda non punta solo a diventare socia, ma anche a giocare un ruolo di primo piano nella gestione della rete.

Leonardo e il cluster M.A.R.E. FVG: un passo deciso

La scelta di Leonardo arriva in un momento di grande fermento per il M.A.R.E. FVG, che negli ultimi mesi ha visto l’ingresso di nomi importanti come Fincantieri, Danieli e Eurolls. Nato per unire le filiere dell’aerospazio, della cantieristica navale e della manifattura avanzata, il cluster si prepara ad accogliere un nuovo protagonista di peso. “Il cluster è in perfetta sintonia con la nostra strategia industriale”, ha scritto Cingolani nella lettera, sottolineando la volontà di Leonardo di rafforzare i legami con le PMI locali e con gli enti di ricerca, comprese le università della regione.

Fonti vicine al dossier raccontano che l’ingresso di Leonardo rappresenterebbe un altro passo verso la creazione di una piattaforma regionale capace di mettere insieme competenze nei settori marittimo, nautico, sottomarino, oltre che nell’energia e nella digitalizzazione. Un obiettivo che la Regione Friuli Venezia Giulia persegue da tempo, cercando di collegare l’industria dell’entroterra friulano con il polo scientifico di Trieste.

Nuove regole, governance aperta ai grandi

L’interesse di Leonardo arriva in un momento chiave per il cluster. Il 2 luglio scorso, infatti, l’Assemblea dei soci ha approvato una serie di modifiche allo statuto, permettendo l’ingresso di nuovi partner industriali. Un cambiamento atteso da tempo, che ora apre la porta a realtà come Leonardo per entrare a pieno titolo nel gruppo e, forse, nella cabina di regia.

Nei primi mesi del 2026, secondo il calendario interno, l’assemblea dovrà nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione e approvare sia il Piano Strategico sia i rappresentanti dei comitati scientifico e industriale. “Stiamo lavorando per rendere il cluster sempre più attrattivo per i grandi nomi”, ha spiegato un dirigente vicino al board, lasciando intendere che l’arrivo di Leonardo potrebbe dare una spinta decisiva.

La Regione punta sulla collaborazione tra imprese

La Regione Friuli Venezia Giulia resta un attore centrale in questa partita. L’assessore alle Attività produttive, Cristina Amirante, ha ribadito che la priorità è “creare le condizioni per far lavorare insieme le imprese, sviluppare filiere e trasformare la ricerca in innovazione industriale”. Secondo Amirante, i cluster servono proprio a questo: “Fare sistema, rafforzare il ruolo delle PMI collegandole ai grandi gruppi e ai centri di ricerca”.

Un obiettivo condiviso anche dai principali protagonisti industriali del territorio. Fincantieri, Danieli ed Eurolls hanno già avviato progetti comuni con le università friulane e triestine, puntando su tecnologie avanzate per la produzione navale e la digitalizzazione dei processi.

Cosa aspettarsi nel 2026

L’ingresso di Leonardo nel cluster M.A.R.E. FVG è visto dagli osservatori come un segnale di fiducia nelle potenzialità del sistema regionale. Nei prossimi mesi, con la nomina dei nuovi organi direttivi e l’approvazione del piano strategico, si capirà quanto peso avrà il gruppo guidato da Cingolani nella gestione del polo.

Per ora, tra gli addetti ai lavori, c’è un cauto ottimismo. “È un’opportunità concreta per tutto il territorio”, ha raccontato un imprenditore friulano incontrato ieri a Trieste. “Solo facendo squadra tra industria, ricerca e istituzioni potremo davvero competere sui mercati globali”. La partita, insomma, è appena cominciata.

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