Lessons from the near-miss: what we can do better

Nel mese di dicembre, ho vissuto un’esperienza che ha messo alla prova le mie capacità di navigazione e la gestione delle risorse. Dopo 18 giorni di navigazione attraverso l’Atlantico, io e il mio equipaggio siamo finalmente arrivati a Rodney Bay, Saint Lucia. Tuttavia, la nostra gioia è stata attenuata da un dato allarmante: avevamo solo 5 litri di diesel utilizzabile nel serbatoio, giusto il tempo necessario per un paio d’ore di navigazione con il nostro motore Volvo da 60 cavalli.

Questa esperienza ha sollevato interrogativi sulla gestione delle risorse in mare e sulla preparazione di un viaggio così lungo. Alcuni potrebbero vedere questo risultato come il trionfo di una pianificazione meticolosa e di un’eccellente esperienza marinara. In effetti, concludere un viaggio così lungo con esattamente la quantità di carburante necessaria è senza dubbio un segno di abilità. Tuttavia, c’è un altro lato della medaglia: questo potrebbe anche essere considerato un “near-miss”, un episodio che ci ha fatto sfiorare una situazione potenzialmente catastrofica.

Comprendere il concetto di ‘near-miss’

Il termine “near-miss” è spesso utilizzato in contesti di sicurezza e gestione del rischio, e si riferisce a eventi che, pur non avendo avuto conseguenze disastrose, avrebbero potuto avere risultati molto diversi con un piccolo cambiamento nelle circostanze. Nel nostro caso, un imprevisto, come una tempesta improvvisa o carburante di scarsa qualità, avrebbe potuto portarci a rimanere bloccati in mare, a pochi passi dalla terraferma, senza poter continuare il nostro viaggio.

Lezioni apprese dalla navigazione

Riflettendo su quanto accaduto, mi sono reso conto che ci sono molte lezioni da apprendere da questo “near-miss”:

  1. Pianificazione: È fondamentale stendere un piano dettagliato che includa rotte, soste e la quantità di carburante necessaria. Tuttavia, è essenziale considerare fattori esterni che potrebbero influenzare il consumo di carburante, come le condizioni meteorologiche e le correnti marine.

  2. Gestione delle risorse: Durante la traversata, abbiamo cercato di ridurre il consumo di carburante navigando a velocità moderate e spegnendo il motore quando possibile. Utilizzare strumenti di monitoraggio del carburante e fare affidamento su tecnologie moderne potrebbe aiutarci a prendere decisioni più informate e tempestive.

  3. Comunicazione all’interno del team: Stabilire ruoli specifici all’interno dell’equipaggio per la gestione delle risorse e delle comunicazioni può ridurre il rischio di errori e migliorare la nostra capacità di rispondere a eventuali imprevisti.

L’importanza dell’educazione continua

Ritornando al nostro arrivo a Saint Lucia, l’emozione di toccare terra era palpabile. Tuttavia, la sensazione di aver sfiorato una potenziale crisi ha reso il nostro trionfo agrodolce. Ci siamo resi conto che il mare è un ambiente imprevedibile e che le nostre capacità di marinai devono sempre essere accompagnate da un atteggiamento umile e prudente.

La mia esperienza ha anche reso evidente quanto sia fondamentale l’educazione continua nel settore della nautica. Ogni viaggio in mare è un’opportunità per apprendere e migliorare le proprie competenze. Partecipare a corsi di formazione e seminari sulla gestione delle risorse e sulle tecniche di navigazione può fornire strumenti preziosi per affrontare situazioni difficili in futuro.

In conclusione, il nostro “near-miss” ci ha insegnato che, mentre la pianificazione e la preparazione sono essenziali, è altrettanto importante essere pronti a gestire gli imprevisti. Ogni navigatore, esperto o alle prime armi, può trovarsi di fronte a situazioni inaspettate, e la chiave per affrontarle è la capacità di apprendere dalle esperienze passate. Solo attraverso la riflessione e l’analisi critica possiamo migliorare le nostre abilità e garantire che ogni viaggio sia non solo sicuro, ma anche un’opportunità di crescita.

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