Negli ultimi anni, il fenomeno delle recensioni false ha suscitato preoccupazione in diversi settori, in particolare nel turismo e nella ristorazione. L’Italia, patria di una ricca tradizione culinaria e di un’ospitalità rinomata, ha deciso di affrontare questo problema con una serie di nuove normative che mirano a garantire la veridicità delle esperienze condivise dai consumatori. Alessandro Gilmozzi, chef di fama e presidente dell’associazione Ambasciatori del Gusto, è uno dei principali sostenitori di queste iniziative, sottolineando l’importanza di recensioni autentiche per il successo delle imprese del settore.
il problema delle recensioni false
Gilmozzi, noto per il suo ristorante due stelle Michelin El Molin, ha condiviso un episodio emblematico riguardo a recensioni errate: “Una volta qualcuno ha scritto di aver mangiato una panna cotta nel mio ristorante, ma io non ho mai fatto quel dolce”. Questo aneddoto mette in luce come le informazioni false possano danneggiare la reputazione di un’attività, anche in assenza di malafede. La nuova normativa italiana richiede prove tangibili di una visita, come ricevute o documenti d’identità, per poter lasciare una recensione.
La ministra del Turismo, Daniela Santanché, ha presentato la normativa come un passo cruciale per la tutela delle imprese italiane. “Le recensioni, che grazie a questo intervento normativo saranno effettivamente veritiere, sono fondamentali per il successo delle aziende e per la fiducia di consumatori e turisti”, ha dichiarato. Ma quanto è diffuso il problema delle recensioni false in Italia? Secondo il Ministero delle Imprese, le recensioni false o manipolate possono incidere tra il 6 e il 30% dei ricavi delle aziende nel settore turistico e alberghiero.
la nuova normativa italiana
Simona Lollini, direttrice delle entrate di Palazzo di Varignana, un hotel situato nelle colline bolognesi, ha confermato l’esistenza di recensioni fuorvianti, dicendo che spesso queste non rappresentano esperienze reali e sono influenzate da fattori esterni, come la concorrenza sleale. “Le recensioni sincere e autentiche sono fondamentali non solo per garantire la correttezza, ma anche per permettere ai nostri potenziali ospiti di comprendere il nostro reale posizionamento e il valore dell’esperienza che offriamo”, ha affermato.
Anche il Forte Village, un prestigioso resort in Sardegna, ha denunciato il proliferare di recensioni ingiuste. “Purtroppo sono sempre più numerosi i casi in cui si rivelano informazioni false da parte di ospiti che cercano vantaggi o da persone che non hanno mai soggiornato nella struttura”, ha dichiarato un portavoce del resort. Questa situazione ha reso evidente la necessità di proteggere i consumatori da contenuti ingannevoli e di fornire alle aziende strumenti efficaci per contrastare la concorrenza sleale.
le misure di controllo e le sanzioni
A gennaio, il governo italiano ha proposto un progetto di legge che prevede regole più severe per le recensioni di hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Sebbene le recensioni false siano già illegali, la nuova legislazione mira a rafforzare le misure di controllo. Chi desidera scrivere una recensione dovrà dimostrare di aver effettivamente visitato la struttura, presentando una ricevuta e un documento d’identità verificabile. Inoltre, le recensioni dovranno essere scritte entro 15 giorni dalla visita e dovranno essere dettagliate, chiare e pertinenti all’esperienza vissuta.
Una delle novità più rilevanti della proposta di legge è il divieto di pratiche di incentivazione per recensioni positive, come l’offerta di omaggi o sconti. Le aziende avranno anche il diritto di rispondere ai commenti e di richiederne la rimozione se ritenuti falsi o fuorvianti. In aggiunta, sarà possibile chiedere la rimozione di recensioni che risalgono a più di due anni o che non sono più pertinenti, come ad esempio quelle relative a servizi che sono stati modificati.
Le sanzioni per chi viola queste nuove norme potrebbero variare da 5.000 a 10.000 euro, a seconda della gravità dell’infrazione. Questo approccio è stato ideato per contrastare il fenomeno delle recensioni false, che fino ad oggi ha spesso trovato un terreno fertile in un contesto di impunità. Mauro Brasioli, responsabile comunicazione e distribuzione di Ag Hotels, ha espresso preoccupazione per lo squilibrio esistente tra il diritto dei clienti di lasciare recensioni negative e il diritto delle aziende di difendersi. “Sembra esserci una certa noncuranza nel lasciare recensioni negative, probabilmente perché non ci sono rischi”, ha aggiunto.
La responsabilità di verificare la veridicità delle recensioni e di emettere eventuali sanzioni sarà affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questo solleva interrogativi su come gli attuali portali di recensioni, come Booking.com e Tripadvisor, si adegueranno alle nuove normative. Booking.com ha già implementato un sistema in cui solo i clienti che prenotano attraverso la piattaforma possono lasciare feedback, mostrando un atteggiamento proattivo verso la gestione delle recensioni.
Infine, Tripadvisor ha recentemente pubblicato il suo rapporto annuale sulla trasparenza, evidenziando come la lotta contro le recensioni false sia una priorità anche a livello globale. Nel 2024, la piattaforma ha rimosso 2,7 milioni di recensioni fraudolente e ha emesso avvertimenti a circa novemila aziende coinvolte in pratiche di incentivazione. “Con l’evolversi degli schemi di recensioni fraudolente, Tripadvisor ha rafforzato i suoi modelli di rilevamento delle frodi”, hanno dichiarato i rappresentanti della società, sottolineando l’importanza di mantenere un ambiente di fiducia tra consumatori e aziende.