Dubai, 13 gennaio 2026 – La compagnia di navigazione Maersk ha completato con successo la sua seconda traversata nel Mar Rosso da quando sono iniziate le tensioni geopolitiche nella zona. Un segnale chiaro della sua intenzione di tornare, piano piano, a percorrere la rotta est-ovest. La nave Maersk Denver, battente bandiera statunitense, ha attraversato il canale di Suez tra l’11 e il 12 gennaio, trasportando merci e equipaggio senza problemi. Fonti interne spiegano che la decisione è arrivata dopo un’attenta valutazione dei rischi e delle condizioni di sicurezza.
Navigazione sotto stretta osservazione
Il passaggio attraverso lo stretto di Bab el Mandeb, uno dei punti più delicati del viaggio, ha visto la Maersk Denver spegnere temporaneamente il sistema di identificazione automatica (AIS). A confermarlo sono i dati di Lloyd’s List Intelligence. Il segnale è stato disattivato il 10 gennaio mentre la nave era ancorata a Salalah, in Oman, e riattivato solo il 13 gennaio, vicino all’ancoraggio di Sanganeb, in Sudan. Una scelta precauzionale, spiegano gli esperti, per evitare che la posizione della nave venisse tracciata da gruppi armati presenti nell’area.
Non è un caso isolato. Anche altre compagnie hanno adottato tattiche simili. A dicembre, la francese CMA CGM aveva spento l’AIS della Jacques Saade durante il passaggio nello stesso tratto, riaccendendolo solo una volta superato il pericolo. “La sicurezza dell’equipaggio e del carico resta la nostra priorità”, ha detto un portavoce di Maersk.
Ritorno graduale, nessun annuncio ufficiale
Questa traversata della Maersk Denver è il secondo viaggio riuscito nel Mar Rosso per Maersk, dopo quello della Maersk Sebarok, nave con bandiera di Singapore, a dicembre scorso. Anche allora, l’AIS era stato spento prima dello stretto e riattivato solo al termine del passaggio.
Nonostante questi segnali di ripresa, Maersk resta cauta. Nessuna nuova partenza è stata annunciata ufficialmente. “Se la sicurezza lo permetterà, valuteremo un ritorno graduale lungo la rotta est-ovest, passando per il canale di Suez e il Mar Rosso”, si legge in una nota della compagnia. La situazione resta però incerta: le minacce alla navigazione commerciale non sono sparite.
Tariffe in aumento e nuove rotte commerciali
Sul fronte commerciale, il 2026 si preannuncia complicato per Maersk. La società prevede una riduzione della domanda sulle rotte tra Asia e Americhe, soprattutto dopo l’introduzione di nuove tariffe da parte del governo messicano. Secondo l’azienda, i Paesi senza accordi commerciali preferenziali saranno soggetti a dazi fino al 50%. Una mossa che potrebbe cambiare i flussi del commercio globale.
Ma non tutto va male. Il report del quarto trimestre 2025 di Maersk segnala un aumento dei volumi nei corridoi intra-asiatici. Le esportazioni cinesi verso il Sud-Est asiatico sono cresciute nell’ultimo anno, spinte dalla necessità di aggirare le barriere tariffarie imposte dai mercati occidentali. “Il trend dovrebbe continuare”, spiegano dalla compagnia, “anche grazie al nuovo accordo di libero scambio firmato tra Cina e ASEAN a fine 2025”.
Sicurezza e futuro nel Mar Rosso
Il ritorno alle traversate nel Mar Rosso dipende ancora dall’andamento della situazione geopolitica. Le compagnie tengono d’occhio la situazione ogni giorno, pronte a fermare di nuovo i transiti in caso di escalation. Gli operatori portuali egiziani confermano che il traffico nel canale di Suez è ancora lontano dai livelli pre-crisi.
Per ora, Maersk punta tutto sulla massima attenzione alla sicurezza, senza fretta di ripristinare le rotte di sempre. Nel frattempo, segue con cura i nuovi equilibri commerciali tra Asia e resto del mondo. Solo quando le condizioni saranno davvero sicure si potrà parlare di un ritorno alla normalità per il traffico containerizzato nel cuore del Mediterraneo orientale.