Mare caldo: la sorprendente nidificazione delle Caretta caretta in Liguria

L’estate 2025 si apre con un fenomeno affascinante lungo le coste liguri: tra il 20 giugno e il 3 luglio sono stati individuati ben quattro nidi di tartaruga marina Caretta caretta. Questo è un segnale che preoccupa e insieme affascina, considerando che durante l’intera stagione dello scorso anno erano stati registrati solo cinque nidi. Le nuove nidificazioni sono state confermate in diverse località, tra cui Celle Ligure, Sestri Levante, Arma di Taggia e Zinola, e sono attivamente monitorate dal GLIT (Gruppo Ligure Tartarughe), con il supporto dei comuni locali e delle associazioni di volontariato.

Il crescente numero di nidificazioni di Caretta caretta lungo la riviera ligure è un chiaro indicatore di un cambiamento nelle condizioni ambientali. La causa principale di questo fenomeno potrebbe essere l’aumento della temperatura del Mar Mediterraneo, che spinge le tartarughe a cercare spiagge più fresche per deporre le loro uova. Le Caretta caretta, infatti, sono animali ectotermi e la loro riproduzione è fortemente influenzata dalle condizioni climatiche.

Il legame tra temperatura e sesso delle tartarughe

Un aspetto affascinante della biologia delle tartarughe Caretta caretta è che il sesso degli individui è determinato dalla temperatura della sabbia durante l’incubazione delle uova, attraverso un meccanismo noto come TSD (Temperature-Dependent Sex Determination). Secondo studi scientifici, le temperature possono influenzare la nascita dei piccoli in questo modo:

  1. Temperature inferiori a 28°C favoriscono la nascita di maschi.
  2. Temperature superiori a 32°C portano alla nascita quasi esclusivamente di femmine.
  3. Nella fascia intermedia, tra 28 e 32°C, si sviluppano individui di entrambi i sessi.

Questo equilibrio termico è cruciale, poiché un cambiamento significativo delle temperature potrebbe influenzare la dinamica della popolazione di tartarughe marine nel lungo periodo. Per questo motivo, è fondamentale monitorare con attenzione la temperatura dei nidi e le condizioni ambientali circostanti, poiché ogni variazione potrebbe avere effetti diretti sulla popolazione di Caretta caretta.

Quattro nidi, quattro storie

La storia di queste nidificazioni inizia il 20 giugno a Celle Ligure, dove il primo nido è stato scoperto dai bagnini di uno stabilimento balneare privato. La conferma è arrivata da un naturalista dell’Arpal, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Menkab.

Il 27 giugno, a Sestri Levante, una tartaruga è stata avvistata mentre risaliva la baia delle Favole. Il nido è stato verificato la mattina successiva dal GLIT, alla presenza della Guardia Costiera e del sindaco locale, segno dell’importanza di questa scoperta per la comunità.

Il 2 luglio, ad Arma di Taggia, le tracce di una tartaruga sono state individuate da una volontaria dell’Associazione Delfini del Ponente. Grazie alla rete del GLIT, è stato possibile trovare il nido, situato sotto i lettini dello stabilimento balneare La Fortezza.

Infine, il 3 luglio a Zinola, un esemplare è stato avvistato mentre deponeva le uova all’alba. Questo nido, situato vicino al Chiosco 11, è stato confermato nel pomeriggio dai biologi dell’Arpal, con il supporto logistico fornito dal Comune e dalla Fondazione CIMA.

Come si protegge un nido di Caretta caretta

Ogni nido scoperto è dotato di un data logger per registrare la temperatura, un metodo fondamentale per monitorare le condizioni ambientali in cui le uova si sviluppano. Inoltre, le aree intorno ai nidi vengono delimitate e monitorate per evitare qualsiasi disturbo.

In prossimità della schiusa, che avviene circa 40-45 giorni dopo la deposizione, viene predisposto un corridoio protetto che consente ai piccoli di raggiungere il mare in sicurezza. Questo processo è accompagnato da un presidio notturno per garantire la sicurezza dei nidi.

La gestione e il monitoraggio dei nidi sono affidati esclusivamente a enti autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; in Liguria, queste funzioni sono svolte principalmente da Arpal e dall’Acquario di Genova.

È fondamentale che chiunque avvisti tracce di tartaruga o tartarughe in fase di deposizione contatti immediatamente la Guardia Costiera, componendo il numero 1530 o il 112. Una volta ricevuta la segnalazione, il coordinamento per la protezione del nido passa al GLIT, che garantisce un intervento adeguato e la protezione necessaria.

Le tartarughe marine rappresentano un patrimonio naturale di inestimabile valore. La loro protezione non è solo un dovere etico, ma anche una necessità per preservare la biodiversità del Mediterraneo e il futuro della vita nei nostri mari. La crescente frequenza delle nidificazioni in Liguria è un segnale che invita a riflettere sull’importanza della conservazione degli habitat marini e sulla necessità di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici.

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