Milano, 27 febbraio 2026 – Accesso negato e schermate bloccate: è stata questa la sorpresa per centinaia di utenti questa mattina, quando hanno provato a entrare su diversi siti italiani ed europei. Poco dopo le 8.30, sui loro schermi è comparso il messaggio chiaro e netto: “403 – Forbidden. Access to this page is forbidden”. Da quel momento, niente più navigazione. Secondo le prime verifiche, si tratterebbe di un problema tecnico che ha coinvolto vari provider e piattaforme digitali, con effetti su cittadini, aziende e anche alcune amministrazioni pubbliche.
Errore 403: che cos’è e perché compare
Il codice 403 indica semplicemente che l’accesso a una pagina web è vietato. Il server riceve la richiesta, ma la respinge e l’utente non può vedere i contenuti. “Non è un guasto generico – spiega Marco Riva, tecnico informatico di Milano – ma una questione legata a impostazioni di sicurezza o permessi. Può dipendere da errori nei server, aggiornamenti fatti male o restrizioni per motivi di sicurezza”. A volte il blocco dura poco, altre serve l’intervento degli amministratori.
Disagi in tutta Italia, tra cittadini e imprese
Le segnalazioni sono arrivate da tante città: Roma, Torino, Bologna e, naturalmente, Milano. In molti hanno incontrato il problema cercando di accedere a servizi bancari online o portali pubblici. “Provavo a scaricare un certificato dal sito del Comune – racconta Francesca, impiegata di 34 anni – ma mi compariva sempre quella scritta. Pensavo fosse il mio pc, poi ho scoperto che anche i colleghi avevano lo stesso problema”. Difficoltà anche per alcune aziende, bloccate nell’accesso a piattaforme di lavoro condiviso e gestionali.
Le cause più probabili: aggiornamenti e sicurezza
Gli esperti spiegano che dietro un errore 403 ci sono spesso aggiornamenti software non andati a buon fine o modifiche sbagliate ai permessi. “Basta una riga scritta male nel file di configurazione per bloccare tutto”, dice Riva. Non si esclude nemmeno che si tratti di misure straordinarie per difendersi da attacchi informatici. Negli ultimi mesi, infatti, sono aumentati i tentativi di accesso non autorizzati a siti istituzionali e privati.
Le prime reazioni delle autorità
Il Garante per la protezione dei dati personali ha confermato di essere in contatto con i provider principali per capire se il blocco sia dovuto a problemi di sicurezza o a errori tecnici. “Stiamo seguendo la situazione – ha detto un portavoce – e chiedendo chiarimenti alle aziende coinvolte”. Nel frattempo, alcuni enti pubblici hanno invitato i cittadini a riprovare più tardi o a usare canali alternativi per le pratiche urgenti.
Cosa fare se appare l’errore 403
Gli esperti suggeriscono di non insistere troppo quando compare il messaggio “403 – Forbidden” e di aspettare comunicazioni ufficiali dai gestori dei siti. “Spesso è solo un problema temporaneo – aggiunge Riva – che si risolve in poche ore”. In alternativa, può aiutare svuotare la cache del browser o provare da un altro dispositivo, anche se di solito la soluzione sta nelle mani degli amministratori.
Non è la prima volta: cosa ci insegna questo incidente
Situazioni simili si erano già viste, come a novembre 2025, quando alcuni portali istituzionali erano rimasti bloccati per ore a causa di errori nei permessi dopo un aggiornamento importante. Gli esperti ricordano che, con l’aumento della complessità delle infrastrutture digitali, questi problemi rischiano di diventare più frequenti. “La digitalizzazione porta vantaggi ma anche nuove fragilità”, conclude Riva.
Al momento, dalle ultime verifiche delle 11.30, la situazione sembra migliorare su molti siti coinvolti. Restano però disagi per chi aveva bisogno di accedere a servizi online fondamentali. Un episodio che riapre il dibattito sulla solidità delle infrastrutture digitali italiane e sulla necessità di investire di più in sicurezza e manutenzione.