Mare Monstrum 2025: un allarme crescente per i crimini ambientali marini

Il report “Mare Monstrum 2025” di Legambiente offre un quadro allarmante riguardo alla situazione delle coste italiane, evidenziando un significativo aumento dei reati contro l’ambiente marino. Nel 2024, sono stati registrati 25.063 reati, con un incremento del 9,2% rispetto all’anno precedente. A questi si aggiungono oltre 44.000 illeciti amministrativi, portando il totale delle violazioni a quasi 70.000, ovvero una ogni 105 metri di costa. Questo rappresenta un vero e proprio assalto alle risorse marine, che non può passare inosservato.

L’assalto alle coste italiane

Le regioni più colpite dai reati ambientali sono la Campania, con 4.208 reati, seguita da Sicilia (3.155) e Puglia (2.867). La Calabria chiude il podio con 2.433 reati registrati. Anche il Lazio (1.696) e la Toscana (1.687) mostrano dati preoccupanti. La tipologia di reato più comune è quella legata al ciclo illegale del cemento, con oltre 10.000 reati, che rappresentano il 41,2% del totale. Non solo la cementificazione desta preoccupazione: i reati legati all’inquinamento marino e alla mala depurazione sono aumentati del 24,4%, mentre la pesca di frodo ha visto un incremento del 6,7%. Le violazioni del Codice di navigazione sono cresciute del 9,4%, evidenziando un quadro complessivo in deterioramento.

Il report, frutto di un’analisi di 935.878 controlli effettuati nel 2024 dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, è stato presentato in occasione del quindicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, noto per la sua lotta a favore della difesa ambientale. In questa occasione, il Premio Angelo Vassallo è stato conferito a Luca Santilli, sindaco di Gagliano Aterno (AQ), per il suo impegno nella tutela ambientale.

Abruzzo: reati in calo, ma alta media per km di costa

In questo contesto, l’Abruzzo si colloca al 12° posto a livello nazionale, con 967 reati accertati e 1.125 persone denunciate, per un valore totale di sequestri e sanzioni che ammonta a 4,7 milioni di euro. Tuttavia, un dato preoccupante emerge analizzando le statistiche: la regione presenta una media di 20,2 illeciti per chilometro di costa, posizionandosi al 6° posto in Italia. Questo evidenzia una situazione critica, nonostante il numero complessivo di reati sia in calo rispetto agli anni precedenti.

I settori più colpiti

Analizzando nel dettaglio i reati in Abruzzo, si nota che i settori più colpiti includono:

  1. Cemento illegale: 426 reati (10° posto nazionale).
  2. Mare inquinato: 338 reati, principalmente legati alla mala depurazione (8° posto).
  3. Pesca illegale: 194 reati (11° posto), ma con un dato significativo: la regione si colloca al 3° posto nazionale per media di illeciti per km di costa, con 4,2. Nel 2024, sono stati sequestrati 15.949 kg di pesce pescato illegalmente, corrispondente a 126 kg per km di litorale.
  4. Violazioni del Codice della navigazione: 9 reati e 114 illeciti amministrativi (14° posto).

Questi dati non solo mettono in luce la gravità della situazione, ma evidenziano anche l’urgenza di interventi efficaci per proteggere le nostre coste.

Le proposte di Legambiente

Legambiente ha lanciato una serie di dieci proposte per affrontare l’emergenza ambientale. Tra le misure suggerite ci sono:

  • Ripristino dell’efficacia della legge per l’abbattimento degli abusi edilizi.
  • Creazione di fondi dedicati ai Comuni per finanziare le demolizioni.
  • Investimenti nella depurazione e nel riuso delle acque.
  • Sanzioni penali contro i dirigenti inadempienti.
  • Controlli più severi per combattere la pesca illegale.
  • Normative più rigorose riguardo allo scarico dei rifiuti in mare.

Gianluca Casciato, presidente di Legambiente Abruzzo, ha dichiarato: «Nel quindicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, torniamo a onorarne il coraggio portando all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio crescente alle nostre coste. Un plauso al sindaco Santilli, simbolo di come buone pratiche e amministratori coraggiosi possano fare la differenza. In difesa del mare non arretriamo di un passo».

Il report “Mare Monstrum 2025” sottolinea non solo il deterioramento delle nostre coste, ma anche la necessità di un impegno collettivo per fermare questa tendenza. La tutela dell’ambiente marino è fondamentale non solo per la biodiversità, ma anche per l’economia delle comunità costiere e per la salute dei cittadini. La strada da percorrere è lunga e richiede un’azione concreta e coordinata da parte di tutte le istituzioni coinvolte.

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