Mimmo Paladino: l’arte che celebra la Puglia tra mare, angeli e ricordi di Dalla

Bari, 15 febbraio 2026 – Mimmo Paladino, artista conosciuto in tutto il mondo, torna in Puglia con una mostra che racconta il suo legame speciale con questa terra. Un legame nato tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, quando Paladino – giovane e già curioso sperimentatore – scelse proprio la regione per creare alcune delle sue opere più importanti. Tra queste, c’è “Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro”, un titolo che oggi sembra più una dichiarazione d’intenti che il nome di un semplice dipinto.

Paladino e la Puglia: quasi cinquant’anni di storia

Il rapporto tra Paladino e la Puglia non si è mai interrotto. “Mi sono innamorato di questi paesaggi, delle pietre, della luce”, ha detto l’artista durante l’inaugurazione della mostra al Museo Archeologico di Bari. Era il 1978 quando Paladino, originario di Paduli, in provincia di Benevento, arrivò per la prima volta nel Salento. “Avevo bisogno di silenzio, di spazio – ha raccontato – e qui li ho trovati entrambi”. Da allora, quella regione è diventata per lui una specie di rifugio creativo, una seconda casa.

Non è un caso che proprio in Puglia siano nate alcune delle sue opere più famose. “Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro”, realizzato nel 1977, segna una svolta nella sua carriera: lascia da parte le suggestioni concettuali per una pittura più materica, fatta di colori intensi e forme antiche. Un lavoro che, secondo molti critici, ha aperto la strada alla Transavanguardia italiana.

Un quadro-manifesto che parla ancora oggi

Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro” non è solo un titolo evocativo. Racconta un momento preciso: Paladino si isola dal mondo per cercare una nuova voce artistica. “Sentivo il bisogno di allontanarmi dal rumore dell’arte contemporanea”, ha ricordato davanti a una platea di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari. “Solo allora ho capito che il silenzio poteva diventare materia”.

Oggi l’opera è esposta in molte retrospettive internazionali ed è spesso citata come simbolo di quella tensione tra memoria e innovazione che attraversa tutta la sua produzione. “Nei suoi lavori c’è qualcosa di antico”, ha spiegato il critico d’arte Nicola Spinosa, presente all’inaugurazione. “Eppure sono opere profondamente moderne”.

La mostra a Bari: un viaggio tra passato e presente

La nuova mostra barese, aperta dal 14 febbraio, raccoglie più di trenta opere tra dipinti, sculture e installazioni. Un percorso che copre quasi cinquant’anni di carriera, mettendo in dialogo i primi lavori pugliesi con le creazioni più recenti. “Abbiamo voluto raccontare non solo l’evoluzione di Paladino”, ha detto la curatrice Maria Grazia De Giorgi, “ma anche il suo legame con questa terra”.

Nel museo si respira un’atmosfera particolare: le grandi tele si confrontano con le sculture in pietra leccese, mentre i visitatori si soffermano sui dettagli – una mano scolpita, un volto appena abbozzato. “C’è sempre qualcosa che sfugge”, ha ammesso Paladino durante una visita guidata. “Forse è proprio questo il senso del mio lavoro”.

Un’eredità che continua a vivere

Oggi Mimmo Paladino è uno dei nomi più importanti dell’arte italiana contemporanea. Le sue opere sono esposte nei musei più famosi al mondo – dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra – ma il legame con la Puglia resta forte. “Torno qui ogni volta che posso”, ha detto ai giornalisti. “Questa terra mi ha dato tanto, anche quando non avevo niente”.

La mostra a Bari rimarrà aperta fino al 30 aprile. Un’occasione per scoprire non solo il percorso di Paladino, ma anche quel dialogo silenzioso tra arte e territorio che si rinnova, anno dopo anno. E, come ha detto lui stesso davanti a una scolaresca, “Dipingo ancora per cercare quel silenzio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser