Navi nucleari: 700 unità in mare entro il 2050

Rotterdam, 17 novembre 2025 – Entro il 2050, potrebbero navigare sui mari circa 700 navi spinte da piccoli reattori nucleari, secondo uno studio della società di consulenza Roland Berger, commissionato dall’azienda offshore Allseas. La prima nave con questa tecnologia, la Hidden Gem, dovrebbe entrare in servizio già nel 2032, segnando una svolta nella transizione energetica del settore marittimo.

Navi e container pronti al salto nucleare

Il rapporto, uscito in questi giorni, prevede che entro il 2050 saranno installati fino a 700 Small Modular Reactors (SMR) nel settore marittimo. La tecnologia non riguarderà solo le navi offshore, ma anche grandi container come la Hidden Gem. “È solo l’inizio”, ha detto Stephanie Heerema, responsabile del progetto per Allseas, durante una conferenza recente. L’obiettivo è sviluppare il primo reattore nucleare compatto da terra entro il 2030, per poi montarlo sulla Hidden Gem due anni più tardi.

Un volano per l’economia olandese

Lo studio evidenzia come la diffusione dei reattori nucleari modulari possa portare un impatto economico notevole: si parla di circa 130 miliardi di euro per l’economia dei Paesi Bassi entro il 2050. Oltre a questo, si prevede di salvaguardare tra i 10.000 e i 15.000 posti di lavoro già esistenti, e di crearne altri 35.000-40.000 qualificati. Per gli analisti di Roland Berger, questo potrebbe consolidare il ruolo dei Paesi Bassi come centro tecnologico e industriale del settore marittimo.

Meno emissioni, più sostenibilità

Dal punto di vista ambientale, passare ai reattori nucleari sulle navi potrebbe far calare le emissioni di CO2 del settore marittimo fino al 5% entro il 2050. Parliamo di circa 55 megatoni di anidride carbonica in meno ogni anno, una quantità equivalente al consumo energetico annuo di circa 3,5 milioni di famiglie olandesi. Inoltre, gli SMR a terra potrebbero alleggerire la pressione sulla rete elettrica nazionale, offrendo una fonte di energia stabile e programmabile.

Sicurezza e sfide sul combustibile

Per la sicurezza, Allseas ha scelto il combustibile Triso, con un nucleo fissile racchiuso in tre strati di ceramica. Secondo Roland Berger, questa soluzione garantisce sicurezza anche in caso di incidenti. “Il combustibile è progettato per resistere a situazioni estreme”, ha spiegato un portavoce. Restano però problemi legati allo stoccaggio: le pellet Triso occupano molto spazio e costano caro. Sono in corso progetti per ridurre l’ingombro, mentre Allseas valuta anche il riutilizzo di parte del combustibile esausto.

Tra speranze e ostacoli per gli SMR

Nonostante l’entusiasmo, il cammino verso una flotta marittima nucleare è tutt’altro che semplice. Restano aperti nodi importanti: la regolamentazione internazionale, la gestione dei rifiuti radioattivi e l’accettazione pubblica. “Siamo consapevoli delle difficoltà – ammette Stephanie Heerema – ma crediamo che l’innovazione sia la strada per un futuro più sostenibile”. Le prime stime indicano che il mercato globale potrebbe ospitare anche circa 110 reattori SMR a terra, a supporto delle infrastrutture energetiche.

La partita si giocherà nei prossimi vent’anni, tra investimenti e nuove regole. Solo allora si capirà se il nucleare compatto potrà davvero rivoluzionare la navigazione commerciale. Per ora, la Hidden Gem resta il simbolo di una sfida che guarda lontano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser