Navigare con calma: la gioia di una navigazione lenta

Rye, 18 dicembre 2025 – Navigare piano, a bordo di una barca a vela che scivola sull’acqua senza lasciare scia né fare rumore, è un’occasione rara per osservare da vicino la fauna marina. A raccontarlo è Clive Marsh, velista e appassionato di natura, che da anni percorre fiumi e coste inglesi alla ricerca di incontri con foche, gabbiani e cormorani. “Uno dei piaceri più grandi della navigazione è proprio vedere e ascoltare gli animali marini”, spiega Marsh. “E questo si può fare solo con una barca che non disturba l’ambiente”.

Barche lente e fauna marina: un equilibrio che va tutelato

Marsh sottolinea come le imbarcazioni a vela più lente, come la sua Emsworth Lugger, siano preferite dagli animali locali perché non creano onde né turbolenze. “Le foche restano tranquille sui banchi di sabbia, i gabbiani si alzano in volo solo all’ultimo momento, i cormorani rimangono fermi sulle palafitte”, racconta. Un dettaglio che fa la differenza: “Quando passa un motoscafo, invece, gli animali scappano subito, spaventati dal rumore e dalla scia”.

Il rapporto tra uomo e animali marini si basa su piccoli gesti e sul rispetto delle distanze. “Non bisogna mai avvicinarsi troppo alle foche, né fissarle o cercare di nuotare verso di loro”, avverte Marsh. “Sono curiose, certo, ma anche diffidenti: se si sentono minacciate si tuffano via”. Eppure a volte la curiosità prende il sopravvento. “Una volta, mentre aggiustavo il timone della barca, una foca è spuntata a pochi centimetri dal mio volto. Ci siamo guardati per qualche secondo. Ho detto ‘ciao’, lei mi ha studiato e poi è tornata in acqua senza fare rumore”.

La forma della barca conta: l’importanza dello scafo

La forma dello scafo gioca un ruolo chiave per ridurre l’impatto sull’ambiente. L’Emsworth Lugger, spiega Marsh, si ispira a un modello di oltre cento anni fa, simile alle antiche navi vichinghe: “La carena taglia l’acqua con dolcezza e la lascia scorrere senza creare onde visibili”. Con una lunghezza di appena 9 piedi alla linea di galleggiamento e una velocità intorno ai 4 nodi, questa barca è tra le più “pulite” che Marsh abbia mai avuto.

Non tutte le barche sono uguali. La Tideway, per esempio, ha una poppa più piatta che lascia una scia un po’ più evidente, ma garantisce un galleggiamento migliore a poppa. “Ogni modello nasce per uno scopo diverso”, spiega Marsh. “Le barche da regata sono fatte per andare veloci, ma con venti sopra forza 4 rischiano di capovolgersi. Io preferisco una barca che si adatti a tutte le condizioni”.

Foche e parchi eolici: una convivenza inaspettata

Negli ultimi anni le foche nel porto di Rye sono diventate più numerose. “Ho visto fino a quindici esemplari sdraiati sulla riva fangosa”, racconta Marsh. Un fenomeno legato anche alla presenza dei parchi eolici offshore: “Sotto le turbine, dove i pescatori non arrivano, le foche trovano zone tranquille per nutrirsi e riprodursi”. Alcuni pescatori locali hanno imparato a convivere con loro: “Dopo aver pulito il pesce, lasciano gli scarti vicino al molo, e le foche aspettano pazienti”.

Osservare gli animali marini richiede pazienza e attenzione. “Gli incontri ravvicinati sono rari ma restano impressi”, ammette Marsh. “La natura sembra apprezzare le barche lente e silenziose”. Un equilibrio delicato che si può spezzare facilmente: “Quando un motoscafo passa troppo vicino, le foche si tuffano subito. Ma se arrivo con la mia Lugger, rimangono tranquille, dove sono”.

Nautica tradizionale e modernità: un binomio possibile

Le barche tradizionali come l’Emsworth Lugger o la Folkboat – molto diffusa a Rye nella versione Invicta 26 – sono ancora molto amate da chi cerca un rapporto autentico con il mare. “Sono facili da condurre, adatte anche a chi naviga da solo”, spiega Marsh. “Se si ha un ormeggio adatto a una chiglia lunga e profonda, si trovano a prezzi ragionevoli”.

La scelta della barca giusta dipende dalle esigenze, ma anche dal rispetto per l’ambiente. “Per la maggior parte dei velisti che navigano vicino alla costa”, conclude Marsh, “le barche tradizionali restano imbattibili”. E la natura sembra dar loro ragione: meno rumore, meno scia, e più incontri veri con la fauna marina.

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