A metà settembre, mentre il sole inizia a scaldare l’aria frizzante del mattino, mi trovo a riflettere sulla navigazione e sul legame profondo che ho con la mia barca a vela, Finn. Con una temperatura di 10°C, l’idea di tuffarmi in acqua fredda mi provoca esitazione. Tuttavia, il richiamo del mare è irresistibile. Dopo quattro giorni lontano dalla vela, sento il bisogno di prendermi cura della mia barca, ma mi chiedo: sono ancora in grado di affrontare le sfide del mare?
il richiamo del mare e il passare del tempo
E.B. White, nel suo libro The Sea and the Wind that Blows, esprime un sentimento che risuona profondamente in me: “Ora, nei miei settant’anni, possiedo ancora una barca, alzo ancora la mia vela con paura in risposta al richiamo del mare implacabile.” La vela, per me, è diventata sia una musa che una minaccia. Lawrence Cheek, in un articolo del 2018 per la rivista SAIL, sottolinea che invecchiare non è motivo per smettere di navigare. Le sfide che la vela presenta sono le stesse che ci fanno sentire vivi.
affrontare la paura
Ricordo i giorni in cui nuotavo verso Finn, entusiasta all’idea di salire a bordo. Oggi, però, la paura ha iniziato a prendere il sopravvento. Mi chiedo se sarò in grado di affrontare l’acqua fredda e le condizioni avverse. La mia mente è piena di domande: avrà senso continuare a navigare? Sarò in grado di gestire le mie paure e le mie limitazioni fisiche?
- La paura di nuotare: Ogni volta che mi avvicino all’acqua, il cuore inizia a battere più forte.
- I crampi: Mentre lavoro sulla barca, il mio corpo inizia a risentire del freddo.
- Il rischio di ipotermia: Con l’acqua a 21 gradi, mi chiedo se sia davvero troppo fredda per me.
rinnovare la passione per la vela
Dopo aver affrontato la sfida di pulire Finn, sento un rinnovato senso di vita. L’acqua fredda e le difficoltà mi hanno messo alla prova, ma il calore del sole e la compagnia di mia moglie, Ellen, mi ricordano perché amo la vela. “Il rischio e il disagio della vela sono ciò che ci tengono completamente vivi,” afferma Cheek, e ora, più che mai, sento che la mia passione per la navigazione è di nuovo alle stelle.
Mentre osservo Finn dondolare al suo ormeggio, mi rendo conto che devo trovare un equilibrio tra il mio desiderio di navigare e le mie limitazioni fisiche. La lezione che apprendo è chiara: devo imparare a tracciare una linea tra quando stare in acqua e quando lasciarla ai pesciolini.
In conclusione, il mare continuerà a chiamarmi, e nonostante le paure e le esitazioni, sono determinato a non smettere di navigare. La mia avventura con Finn è lontana dall’essere finita; ogni giorno è un’opportunità per riscoprire la bellezza e il mistero della vela.