Navigating challenges: S Jaishankar discusses India’s complex relationships with its neighbours

Il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sulle relazioni dell’India con i paesi vicini, sottolineando che “non bisogna aspettarsi sempre relazioni tranquille”. Questa affermazione, emersa durante un’intervista su DD India, mette in luce la complessità delle dinamiche geopolitiche nella regione. L’India sta cercando di costruire interessi collettivi per garantire stabilità, indipendentemente dai cambiamenti di regime.

Jaishankar ha evidenziato che la collaborazione con l’India porta benefici, mentre la mancanza di cooperazione comporta costi. Ha notato che alcuni paesi, come il Pakistan, faticano a comprendere questa logica, definendo la loro identità in modo da generare ostilità intrinseca. “Se mettete da parte il Pakistan, questa logica si applica a tutti gli altri paesi”, ha chiarito.

relazioni con potenze globali

L’intervista ha toccato anche le relazioni con potenze globali come gli Stati Uniti e la Cina. Jaishankar ha commentato l’imprevedibilità degli Stati Uniti, suggerendo la necessità di stabilizzazione a livello sistemico attraverso la creazione di legami e relazioni. Per quanto riguarda la Cina, ha sottolineato l’importanza di preparare le capacità difensive dell’India, specialmente alla luce dei recenti conflitti, come quello avvenuto nella Valle di Galwan nel giugno 2020.

Il ministro ha criticato l’assenza di un’infrastruttura adeguata lungo il confine con la Cina, definendola “assurda” per chi desidera avere una politica chiara nei confronti di Pechino. Tuttavia, ha riconosciuto che la situazione sta migliorando grazie alla costruzione di infrastrutture lungo la Linea di Controllo Effettivo (LAC), permettendo all’India di difendere i propri interessi nazionali.

approfondimento delle relazioni regionali

Jaishankar ha parlato anche dell’approfondimento delle relazioni con i paesi vicini e con le nazioni del Golfo, un processo che è aumentato significativamente negli ultimi undici anni sotto la guida del Primo Ministro Narendra Modi. Ha descritto questa evoluzione come un modo per creare una cultura di cooperazione e stabilità, nonostante le instabilità politiche.

Il ministro ha citato l’Operazione Sindhu, avviata per evacuare i cittadini indiani da aree colpite da conflitti, e l’Operazione Ganga, realizzata durante la guerra in Ucraina, come esempi di come l’India stia affrontando le sfide globali. Ha sottolineato che, nonostante i cambiamenti, l’India ha cercato di creare un sistema che possa resistere anche in tempi di incertezza.

Riguardo al Nepal, ha riconosciuto l’influenza della politica interna e ha avvertito che non bisogna aspettarsi sempre relazioni armoniose. “Non dovremmo alzare le mani quando le cose si complicano, questo sarebbe una pianificazione scadente”, ha affermato Jaishankar.

contrasto al terrorismo

Un tema centrale della discussione è stato il contrasto al terrorismo, in particolare nei confronti del Pakistan. Jaishankar ha descritto l’attacco di Mumbai del 2008 come un punto di svolta, evidenziando la crescente determinazione dell’India a non tollerare più attacchi non puniti. Ha citato operazioni militari significative, come il raid a Uri nel 2016 e l’attacco aereo di Balakot nel 2019, come esempi della nuova strategia indiana.

Jaishankar ha chiarito che le azioni contro il terrorismo e l’abrogazione dell’Articolo 370 in Jammu e Kashmir devono essere viste come parte di una visione complessiva della politica estera indiana. Ha descritto Modi come un “leader dei suoi tempi”, capace di riflettere il cambiamento dell’umore e della fiducia del popolo indiano.

In merito ai cambiamenti nelle posizioni degli Stati Uniti e della Cina, ha affermato che queste dinamiche sono il risultato di anni di evoluzione. L’India, secondo Jaishankar, ha cercato sistematicamente di approfondire le proprie relazioni strategiche con tutte le principali potenze e le diverse regioni, posizionandosi in modo ottimale in un mondo multipolare.

Negli ultimi undici anni, il tema costante della politica estera indiana è stato la “multipolarità”. L’India sta lavorando per creare un mondo in cui più poli competano e cooperino, cercando di minimizzare i problemi e massimizzare i benefici in un contesto internazionale sempre più complesso.

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