Navigating nostalgia: Hound and the charm of classic yacht design in the Transatlantic Race

Il 25 giugno ha segnato un momento cruciale nella nostra avventura nella Transatlantic Race. Dopo una notte di navigazione impegnativa, ci siamo trovati a fronteggiare condizioni meteorologiche difficili, con punte di vento che hanno raggiunto i 32 nodi. Mentre l’equipaggio di Hound si preparava a una nuova giornata di sfide, un imprevisto si è verificato sottocoperta: il gennaker A4 è stato recuperato dal mare, ma in condizioni compromesse. La cerniera si era rotta, richiedendo una rapida analisi e un cambio di strategia.

A bordo di Hound, una sloop iconica degli anni ’70 progettata da Aage Nielsen, ci siamo ritrovati io e il mio compagno di navigazione Ed Cesare a riconsiderare il nostro approccio. Questa barca, costruita dal rinomato cantiere Abeking-Rasmussen, rappresenta un’epoca in cui il design nautico era un vero e proprio arte. Nonostante il suo peso di 25 tonnellate, Hound ha dimostrato di avere un’eccezionale performance, affrontando le sfide del mare aperto con grazia.

la partenza della transatlantic race

La Transatlantic Race, che collega Newport, Rhode Island, a Cowes, Regno Unito, è iniziata il 18 giugno. Sotto la guida di Dan Litchfield, abbiamo avuto una partenza promettente, attraversando la Vineyard Wind Farm, il primo parco eolico commerciale degli Stati Uniti. Non eravamo soli in questa impresa: la radio ha catturato la voce di Dee Caffari, ex comandante della Global Challenge, che comunicava con l’operatore del parco eolico, visibilmente confuso dal nostro passaggio in condizioni di nebbia.

Dopo aver superato il parco eolico, ci siamo diretti verso i Nantucket Shoals, dove abbiamo dovuto manovrare con attenzione per evitare le zone di conservazione delle balene. Navigare in queste acque richiedeva non solo abilità, ma anche una buona dose di consapevolezza ambientale, diventata parte fondamentale della nostra strategia di navigazione.

decisioni strategiche e sfide

Il nostro percorso ha assunto un aspetto competitivo quando abbiamo deciso di seguire una rotta più settentrionale, sperando di ottenere venti più forti secondo le previsioni ECMWF. Nonostante la decisione di separarci dalla flotta, la speranza di rimanere competitivi ci ha spinto avanti. In un’epoca in cui le barche più leggere e veloci sembrano dominare, Hound ha dimostrato di essere un avversario formidabile.

Le nostre scelte di rotta, supportate dalla tecnologia Starlink e dai modelli meteorologici più recenti, ci hanno permesso di effettuare analisi dettagliate e di adattare continuamente la nostra strategia. Navigando con turni alternati, mantenere la concentrazione e la comunicazione è stato cruciale, specialmente quando abbiamo dovuto prendere decisioni difficili. La pressione dei venti e le condizioni del mare ci hanno messi alla prova, ma il nostro equipaggio ha mantenuto la fiducia.

Durante il tragitto verso il waypoint Alpha, ci siamo trovati a competere con avversari forti come Moana, Haspa Hamburg e Ikigai. Sebbene inizialmente avessimo perso terreno, abbiamo guadagnato posizioni grazie a una manovra astuta attorno al bordo dell’alta pressione. La spinta del Gulf Stream è stata un’opportunità preziosa, un momento in cui la nostra barca ha brillato.

il traguardo e le emozioni finali

Mentre ci avvicinavamo alle Isole Scilly, il panorama si è fatto più suggestivo con il faro di Bishop Rock all’orizzonte. Con la nostalgia di un velista esperto, ho sentito il richiamo delle acque già navigate in passato, mentre il nostro viaggio si avviava verso la conclusione. Il 4 luglio, abbiamo passato il Lizard, segnando ufficialmente la fine della traversata atlantica.

Arrivando nella baia di Plymouth, la sensazione di tornare a casa era palpabile. La navigazione finale lungo il Canale è stata una celebrazione della nostra avventura: il vento ci ha sostenuto mentre passavamo accanto a punti iconici come Hurst Castle, e abbiamo tagliato il traguardo a Cowes dopo 16 giorni, 8 ore e 49 minuti. Questo viaggio non è stato solo una competizione; è stato un’esperienza di apprendimento e un’opportunità per rinnovare la mia passione per la vela.

Hound ha dimostrato di essere una barca straordinaria, capace di affrontare le sfide della navigazione moderna pur rimanendo un simbolo di un’epoca passata. Con il ricordo delle albe e dei tramonti spettacolari e delle meraviglie della fauna marina, il nostro viaggio nella Transatlantic Race rimarrà impresso nella mia memoria come uno dei più belli. Ora, la mia attenzione si sposta verso la Rolex Fastnet Race, dove Hound avrà l’opportunità di brillare ancora una volta.

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