Navy takes a stand: ban on kratom and other substances for sailors

Washington, 24 gennaio 2026 – La U.S. Navy ha annunciato il 14 gennaio una stretta sull’uso di kratom, mitraginina e 7-idrossimitraginina: d’ora in poi i militari non potranno più assumerli. Sono sostanze naturali, estratte da piante, spesso usate come oppioidi alternativi. La decisione, diffusa con una nota interna, nasce dalla necessità di proteggere la salute e la prontezza degli equipaggi, soprattutto in un momento in cui il consumo di prodotti non regolamentati allarma le autorità militari.

Kratom e derivati: cosa sono e perché la Marina li vieta

Il kratom arriva da un albero del Sud-est asiatico, le cui foglie contengono mitraginina e 7-idrossimitraginina. Questi composti, spiega la Marina, vengono assunti in capsule, bevande, polveri o edibili. “Proteggere la salute e la prontezza dei nostri militari è essenziale per mantenere una forza efficace”, si legge nel comunicato del comando centrale.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) non regolamenta a livello federale né il kratom né i suoi principi attivi. Però la Marina avverte che la 7-idrossimitraginina può essere più potente della morfina, e questo fa temere effetti collaterali tra i marinai. Alcuni Stati, come l’Ohio, hanno già preso provvedimenti: il Board of Pharmacy locale ha proposto di inserire il kratom nella categoria I delle sostanze controllate, dopo che il governatore Mike DeWine ha vietato la versione sintetica.

I rischi per la salute e la disciplina in Marina

Secondo la Marina, usare kratom e derivati può portare a problemi seri: crisi epilettiche, tachicardia, danni al fegato, ipertensione e persino morti. “L’abuso di sostanze è incompatibile con i principi di ordine, disciplina e prontezza operativa delle forze armate”, avverte il documento ufficiale.

Chi infrange il divieto rischia sanzioni amministrative o disciplinari, secondo l’Uniform Code of Military Justice, articolo 92, che punisce chi non rispetta un ordine generale. La Marina ha ricordato anche i propri programmi di recupero, come il Substance Abuse Rehabilitation Program, e i centri di supporto per i Marines, invitando chi ha problemi a chiedere aiuto senza esitazione.

Il dibattito sul kratom negli Stati Uniti

Il tema del kratom negli Usa è acceso da tempo. C’è chi ne vede un potenziale terapeutico, soprattutto come alternativa agli oppioidi sintetici. Ma molte autorità sanitarie mettono in guardia: senza controlli rigorosi, il rischio di abusi è alto. L’FDA ha più volte segnalato casi di intossicazioni e decessi legati a prodotti con kratom non certificati.

In Ohio, la questione è diventata urgente dopo il divieto sul kratom sintetico deciso dal governatore DeWine. Il Board of Pharmacy ha chiesto di restringere anche il prodotto naturale, in attesa di una decisione federale che tarda ad arrivare. “Serve una normativa chiara”, spiega un funzionario sanitario locale, “perché il kratom sta diventando sempre più diffuso tra i giovani”.

Cosa cambia per i militari e cosa aspettarsi

Per i marinai, questa direttiva è un nuovo giro di vite contro sostanze considerate rischiose. Negli ultimi anni la Marina aveva già inasprito i controlli su cannabis sintetica e altre sostanze non regolamentate. Ora l’attenzione si sposta su prodotti naturali, ma comunque pericolosi.

Fonti interne raccontano che la decisione arriva dopo alcuni casi sospetti tra i militari: “Abbiamo visto episodi di malessere acuto legati al kratom”, confida un medico militare che preferisce restare anonimo. Il problema è che il kratom si trova facilmente online, complicando il controllo.

Resta da vedere se altre forze armate seguiranno la Navy. Intanto, per chi indossa la divisa blu, il messaggio è chiaro: niente tolleranza per sostanze che possano mettere a rischio salute e operatività.

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