New leader set to navigate sailing charity towards a brighter future

Hamilton, 3 novembre 2025 – La Bermuda Sloop Foundation ha scelto oggi il suo nuovo capitano: John-Paul Doughty guiderà l’organizzazione storica verso una nuova fase, dopo anni difficili sul piano finanziario. Il momento è delicato. Da quasi vent’anni, la fondazione porta avanti programmi educativi a bordo della nave scuola Spirit of Bermuda. L’obiettivo ora è far ripartire le attività rivolte ai giovani dell’isola già dal 2026.

Spirit of Bermuda, un nuovo inizio

Doughty, conosciuto come JP tra gli isolani, prenderà ufficialmente il timone nelle prossime settimane. Martha Kirkland, presidente del consiglio di amministrazione, ha definito la sua nomina “fondamentale” per il rilancio dell’organizzazione. “Siamo pronti a ripartire con energia, una strategia chiara e una guida solida”, ha detto Kirkland, sottolineando come Doughty porti con sé un mix prezioso di esperienza finanziaria, imprenditoriale e un legame forte con la missione della fondazione.

Il consiglio, che opera senza personale a tempo pieno, è al lavoro e presto partirà la selezione per ruoli chiave, a partire dal comandante della Spirit of Bermuda. Tra i membri storici dell’organizzazione c’è un cauto ottimismo. “Abbiamo rischiato di perdere tutto”, ha ammesso Doughty, “ma la fondazione ha dimostrato forza e voglia di rinnovarsi”.

Tra bilanci in rosso e piani per il domani

Negli ultimi anni, la Bermuda Sloop Foundation ha attraversato una crisi economica che ha messo a dura prova i suoi programmi. Grazie al sostegno della Nonprofit Alliance of Bermuda, è stato messo a punto un piano per rimettere in piedi i conti e rafforzare i legami con la comunità. Doughty spiega che il rilancio deve poggiare su basi solide: “Serve una strategia più ampia, che includa lo sviluppo delle attività, percorsi di carriera a lungo termine e collaborazioni mirate”.

Il nuovo direttore non nasconde le difficoltà: “Oggi raccogliere fondi è più duro. L’inflazione e i problemi nelle catene di approvvigionamento hanno fatto salire i costi. Il mercato dei donatori è cambiato e le richieste delle organizzazioni non profit sono cresciute”. Per Doughty il piano appena varato è una bussola indispensabile: “Serve un approccio più flessibile”.

Tra mare e impresa, un’esperienza unica

La storia di John-Paul Doughty è legata a doppio filo con la vela alle Bermuda. Figlio del compianto Paul Doughty, punto di riferimento per la vela giovanile locale, JP è cresciuto tra Optimist e 420, ha preso parte alla Newport Bermuda Race e ha navigato per un anno sulla nave scuola canadese Concordia. Dopo una carriera nella finanza tra Londra e Bermuda, si è dedicato all’imprenditoria, lavorando in start-up tecnologiche, biotech marino negli Stati Uniti e nel fintech.

Questa è la sua prima esperienza nel mondo non profit. “Ho lavorato in grandi organizzazioni, mi sono occupato di sviluppo commerciale e ho aiutato start-up a crescere in vari ruoli”, racconta. “Credo che questa esperienza diversificata sia proprio ciò di cui la fondazione ha bisogno adesso: non è un ruolo tradizionale per un’organizzazione tradizionale”.

Rilancio dei programmi, tra giovani e nuove idee

Al centro della missione resta l’educazione dei giovani bermudiani attraverso il mare. In quasi vent’anni, oltre 13mila ragazzi di tredici anni hanno partecipato gratis a viaggi settimanali sulla Spirit of Bermuda, imparando a lavorare in squadra e a prendere iniziative. Doughty vede un futuro dove la nave possa aprirsi anche al mondo aziendale, con corsi di formazione, team building, e al turismo. “È la nostra nave ammiraglia. Potrebbe avere un ruolo importante anche nell’ospitalità”.

Il quadro però è complesso. Molti programmi scolastici si reggevano su donazioni e su equipaggi qualificati disponibili. “Serve una struttura solida”, avverte Doughty, “soprattutto quando si va in mare: sicurezza e infrastrutture devono essere una priorità”.

Costi, manutenzione e la sfida che resta

Il bilancio operativo annuale supera il milione di dollari, tra personale, programmi, manutenzione e attrezzature. I fondi a disposizione bastano per questa fase di rilancio, ma per andare avanti serviranno nuovi capitali. “Abbiamo il capitale per ripartire”, spiega Doughty, “ma per mantenere le attività nel tempo servono risorse fresche”.

Durante la recente Bermuda Gold Cup, Doughty era a bordo della Spirit: “La barca è in buone condizioni”, assicura, “anche se serve qualche intervento cosmetico”. Un ingegnere è già al lavoro per la manutenzione.

Ora la sfida è doppia: mettere in sicurezza i conti e riportare alla comunità un progetto educativo che ha formato generazioni di giovani isolani. La rotta è segnata; il vento, almeno per ora, sembra favorevole.

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