St. Petersburg (Florida), 10 gennaio 2026 – Le prove per il Boat of the Year 2026 si sono svolte tra febbraio e marzo nelle acque di St. Petersburg, Florida, e Annapolis, Maryland. Due luoghi diversi, ma entrambi perfetti per mettere alla prova una flotta varia, con modelli arrivati da Stati Uniti, Europa e Sud America. L’obiettivo? Come sempre, scovare le barche a vela più interessanti e innovative, adatte a club, famiglie e appassionati.
Dinghy: versatilità e nuovi appassionati
Nel mondo dei dinghy da performance, a farla da padrone è stato il Fusion 2, pensato per avvicinare nuovi adulti alla vela. “Da lontano sembra piccolo, ma in acqua è più grande e sportivo di quel che sembra,” ha detto uno dei giudici. La barca ha convinto per la facilità di conduzione e per il suo potenziale di coinvolgimento, sia nei club che tra le famiglie. Da segnalare anche il Maverick: con i suoi 10 piedi e 95 libbre, è un vero tuttofare degli sport d’acqua. Sedili gonfiabili per la vela, possibilità di montare un windsurf o di pagaiare come SUP. Insomma, un’imbarcazione pensata per chi vive l’estate tra lago e mare.
A St. Pete ha fatto bella figura anche il VX Two di Mackay Boats. I giudici lo hanno definito “sofisticato ma semplice”, perfetto per chi ha già esperienza e cerca uno skiff reattivo senza complicazioni.
Foiler: agilità e accessibilità a confronto
Nel gruppo dei foiler, la sfida è stata serrata. L’IODA, lungo 10 piedi, ha messo alla prova i meno esperti. “Serve un po’ di agilità e dimestichezza,” hanno spiegato i giudici. Più alla portata di tutti è risultato il BirdyFish S, apprezzato per la sua versatilità. Il BirdyFish Race, testato a St. Pete, ha conquistato per la robustezza e la possibilità di navigare in due. “Il gennaker cambia tutto: rende la barca molto più divertente,” ha raccontato uno dei tester dopo una lunga planata.
Club Racer: tra tradizione e novità
Nel settore dei club racer ha debuttato il J/7 a St. Pete. Le condizioni di vento leggero e l’assenza dello spinnaker non hanno permesso di testare a fondo le sue prestazioni, ma la barca ha mostrato tutte le caratteristiche tipiche di J Boats: leggerezza, spazi vivibili e grande reattività, soprattutto quando si naviga di bolina.
Il nuovo Storm 18 ha colpito per la sua robustezza e la versatilità. Progettato per resistere alle lezioni degli adulti, alle regate tra club e alla navigazione di piacere, il modello provato era ancora in fase di perfezionamento. Ma la produzione va veloce: diversi yacht club negli Stati Uniti hanno già ordinato intere flotte.
Crossover: tra crociera e regata
Nel campo dei crossover, il Beneteau First 30 ha attirato l’attenzione per lo scafo elegante e la cura nella distribuzione dei pesi. “È il primo vero ‘planing cruiser’,” hanno spiegato gli ingegneri francesi. Sottocoperta offre spazi comodi per un weekend, mentre sul ponte i comandi e il pozzetto sono pensati per regate costiere anche con equipaggi ridotti.
Dall’Argentina arriva lo Zonda Z28, evoluzione del premiato Z24. Più orientato alla crociera rispetto al modello precedente, offre tanto spazio interno, una chiglia sollevabile elettricamente e un timone in carbonio retrattile. I giudici hanno apprezzato il rapporto qualità-prezzo, anche se durante il test con vento a 15 nodi hanno notato qualche difficoltà nel controllo del timone.
Multiscafi: tra tecnologia e avventura
Tra i multiscafi, l’HH52 Catamaran si è imposto come il modello più sofisticato mai visto nel Boat of the Year. “Ergonomia perfetta, sistemi avanzati, sensazioni al timone fuori dal comune,” hanno raccontato i giudici dopo una lunga uscita in mare. Si tratta di un catamarano multimilionario, pensato per chi vuole il massimo.
Più accessibile, ma comunque interessante, l’Happy Cat Star Carbon: 15 piedi gonfiabili, tubolari in gomma molto resistenti e telaio in carbonio. “Con il gennaker abbiamo raggiunto velocità notevoli,” ha ammesso uno dei tester. Tutto si smonta e si porta via in borse da viaggio; la lista degli accessori del costruttore tedesco Grabner è molto ricca.
Meno convincente, invece, il MiniCat 520 Explorer: secondo i giudici, la mancanza di rigidità e un bilanciamento non ottimale lo rendono poco adatto alle regate d’avventura più impegnative.
Innovazione e futuro della vela
Le prove del Boat of the Year 2026 confermano una tendenza ben chiara: cresce l’attenzione a versatilità, facilità d’uso e materiali nuovi. Dai piccoli dinghy ai catamarani hi-tech, la vela si apre a nuovi pubblici senza dimenticare chi cerca la pura performance. E le acque di St. Petersburg – tra raffiche improvvise e tramonti sul Golfo – sono state ancora una volta il palcoscenico ideale per immaginare la prossima stagione.