Niamey, 20 febbraio 2026 – Nel cuore del Niger, a circa mille chilometri dall’antico litorale, è stato scoperto un nuovo fossile di dinosauro spinosauro che potrebbe finalmente mettere fine a uno dei dibattiti più accesi tra i paleontologi: questi predatori erano abili nuotatori o cacciatori da riva? La risposta arriva dal deserto africano, dove il team guidato da Paul Sereno dell’Università di Chicago ha portato alla luce i resti di una specie mai vista prima, chiamata Spinosaurus mirabilis.
Una scoperta che rivoluziona l’immagine dei predatori del Cretaceo
La scoperta, avvenuta nel 2019 in una zona remota del Niger grazie a una segnalazione di una guida locale, ha richiesto anni di lavoro. La pandemia e la difficoltà ad accedere al sito hanno rallentato le operazioni. Solo nel secondo viaggio, Sereno e il suo team sono riusciti a recuperare ossa appartenenti ad almeno dieci individui diversi. “Appena abbiamo visto la cresta sul cranio, insieme alla tipica vela dorsale, abbiamo capito che si trattava di qualcosa di nuovo”, ha raccontato Sereno. Un dettaglio che, secondo lui, mette la parola fine all’idea che fossero grandi nuotatori.
Spinosaurus mirabilis: dimensioni e caratteristiche fuori dal comune
Le stime del gruppo di ricerca, pubblicate su Science (DOI: 10.1126/science.adx5486), dicono che lo Spinosaurus mirabilis poteva arrivare a misurare dai 10 ai 14 metri di lunghezza, simile al più noto Spinosaurus aegyptiacus. Ma la vera sorpresa è la cresta ossea sul cranio: nei grandi esemplari superava i 40 centimetri, e con il rivestimento corneo ipotizzato dagli studiosi, poteva raggiungere anche mezzo metro d’altezza. “Non era un’arma – spiega Sereno – probabilmente serviva per attirare l’attenzione di rivali e potenziali partner: un chiaro segnale di forza e salute”.
Non un nuotatore, ma un predatore da riva
La posizione del ritrovamento, così lontana dal mare, insieme alle caratteristiche fisiche, porta gli studiosi a rivedere il comportamento di questi dinosauri. “Non poteva nuotare bene – sottolinea Sereno – la vela lo avrebbe reso instabile in acqua”. Eppure, era capace di immergersi in acque profonde fino a tre metri per cacciare pesci e altri animali acquatici. Il confronto con uccelli come l’airone cenerino rafforza questa idea: anche loro usano segnali visivi per difendere il territorio lungo fiumi e laghi.
Il dibattito tra esperti: verso una nuova interpretazione
Negli ultimi anni, l’immagine degli spinosauri è stata influenzata da produzioni popolari, come la serie BBC “Walking With Dinosaurs”, che li mostrava come predatori acquatici. Ma David Hone della Queen Mary University di Londra osserva che il nuovo studio “conferma quello che molti pensano ormai: non erano nuotatori esperti o tuffatori profondi, ma più simili ad aironi o cicogne, che guadano per catturare le prede”. Mark Witton dell’Università di Portsmouth aggiunge: “Le gambe non erano corte o poco muscolose, erano adatte a camminare e guadare proprio come altri dinosauri predatori”.
Un tassello chiave per capire l’ecosistema africano
Che lo Spinosaurus mirabilis vivesse così lontano dal mare indica un adattamento unico tra i grandi predatori del Cretaceo africano. Nessun altro predatore marino di oltre una tonnellata si è mai spinto stabilmente nelle acque dolci, osserva Sereno. “Tutto porta a un’immagine chiara: questi animali erano dei ‘mega-aironi’, dominatori dei fiumi preistorici”. Un quadro che cambia completamente come vediamo i grandi rettili del passato e apre nuove domande su come si siano evoluti i loro comportamenti di caccia.
Le prime ricostruzioni mostrano che questa scoperta nel deserto del Niger non solo amplia il numero di specie conosciute, ma offre anche uno sguardo concreto sulle strategie di sopravvivenza dei dinosauri in ambienti difficili. E mentre gli scavi proseguono tra le sabbie africane, la storia degli spinosauri si fa ogni giorno più affascinante e complessa.