Nuovi record nella RORC Transatlantic Race: una sfida epica tra gli oceani

Londra, 19 gennaio 2026 – La RORC Transatlantic Race 2026 ha visto cadere due nuovi record, nella regata di 3.000 miglia nautiche partita dalle Isole Canarie l’11 gennaio e conclusa ad Antigua. Il trimarano americano Argo e il monoscocca Raven hanno riscritto i tempi di percorrenza, segnando una pagina nuova nella storia della traversata atlantica.

Argo, il re dei multiscafi

Il primo a tagliare il traguardo, il 16 gennaio nel pomeriggio, è stato il MOD70 statunitense Argo, guidato da Jason Carroll e dallo skipper Chad Corning. Con loro un equipaggio internazionale composto da Pete Cumming, Sam Goodchild, Charles Ogletree, Alister Richardson e Brian Thompson. Il tempo segnato è stato di 4 giorni, 23 ore, 51 minuti e 15 secondi, battendo il precedente record per i multiscafi.

“Già dal secondo giorno viaggiavamo tra i 30 e i 32 nodi con onde grandi,” ha raccontato Corning al suo arrivo. “Le notti erano lunghe, tredici ore di buio totale, senza luna. Era come sciare su una pista nera… al buio.” Una corsa dura, dove la stanchezza si è fatta sentire: i turni al timone duravano appena 45 minuti, e i velisti tornavano in coperta bagnati fradici, con gli occhi brucianti per la salsedine.

“Bisogna restare concentrati sull’angolo del vento, sentire la forza della barca che si inclina, le onde che cercano di farti cadere,” ha aggiunto Corning. “L’obiettivo è far scivolare lo scafo senza farsi travolgere dall’onda. A volte qualcuno diceva: ‘Ora non ce la faccio a stare al timone’. E va bene così. Sapere quando fermarsi è questione di sopravvivenza in regate così estreme.”

Raven, una rivoluzione tra i monoscafi

Il 18 gennaio è stata la volta di Raven, il Baltic 111 pensato per le lunghe distanze e guidato da Damien Durchon. Nel team c’erano anche nomi come Brad Jackson, Pablo Arrarte e Will Oxley. Hanno fissato il nuovo record tra i monoscafi in 6 giorni, 22 ore, 27 minuti e 47 secondi.

Raven è un esempio della nuova generazione di maxi yacht oceanici: uno scafo leggero rispetto alla lunghezza, foil laterali che aiutano a mantenere alte velocità per giorni. “Confrontare Raven con Comanche è interessante,” ha spiegato Oxley, che deteneva il record precedente nel 2022. “Comanche resta un punto di riferimento per la navigazione con vento alle spalle, ma Raven ha vantaggi evidenti a certi angoli di bolina. In questa regata, tipicamente atlantica e portante, siamo più veloci nei nostri angoli. Comanche è più forte nella velocità pura, ma Raven è una piattaforma incredibile. Quello che abbiamo fatto qui alza l’asticella.”

A differenza dei foil volanti che escono completamente dall’acqua, Raven usa i foil laterali per generare una grande spinta raddrizzante senza uscire dall’acqua, un equilibrio tra prestazione e controllo. Durchon non ha girato intorno alle parole: “Questa barca è molto stabile. Più va forte, più è sicura. I foil danno una forza raddrizzante enorme, aiutati da dieci tonnellate di zavorra d’acqua e dalla forma dello scafo. Se un foil si blocca, Raven si comporta come una barca normale. In molti aspetti è più sicura di molte barche offshore.”

Una regata che corre più veloce

La RORC Transatlantic Race, arrivata alla dodicesima edizione, conferma la sua fama di laboratorio tecnico e sportivo. Il percorso dalle Canarie ad Antigua resta una delle prove più dure per barche ed equipaggi. Quest’anno la velocità media delle imbarcazioni di punta ha stupito anche i veterani.

I dati parlano chiaro: Argo ha percorso le 3.000 miglia in meno di cinque giorni; Raven ha migliorato di quasi un giorno il record tra i monoscafi. Due imprese che segnano un nuovo capitolo per la vela oceanica d’altura.

Gli organizzatori del Royal Ocean Racing Club hanno sottolineato come “l’evoluzione dei materiali e delle tecnologie stia cambiando profondamente il volto delle traversate atlantiche”. Ma, tra onde alte e notti senza luna, restano intatti i rischi e le emozioni di una sfida che continua ad attirare i migliori velisti del mondo.

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