Ombrina Mare: il destino incerto di un progetto controverso

L’argomento di Ombrina Mare 2 rappresenta un punto cruciale nella lotta per la salvaguardia dell’ambiente in Italia. Questo controverso progetto petrolifero, situato al largo della costa teatina, ha suscitato una forte mobilitazione sociale che ha coinvolto decine di migliaia di cittadini. Le manifestazioni, come quella di Pescara nel 2013 con circa 40.000 partecipanti e quella di Lanciano nel 2015 con ben 60.000 presenze, hanno evidenziato il crescente dissenso verso la cosiddetta “deriva petrolifera”.

L’inizio della protesta

La protesta contro Ombrina Mare 2 ha avuto inizio nel 2007, quando il progetto del Centro Oli ad Ortona ha attirato l’attenzione delle associazioni locali. Inizialmente, le voci contrarie erano poche, ma nel tempo il fronte di opposizione è cresciuto, coinvolgendo partiti politici, istituzioni e anche la Chiesa cattolica. Questo cambiamento di atteggiamento è stato particolarmente evidente durante le manifestazioni di Lanciano, dove quasi tutti i partiti locali si sono schierati contro il progetto.

L’impatto di Deepwater Horizon

L’incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel 2010 ha avuto ripercussioni significative sulla legislazione italiana riguardante l’estrazione petrolifera. In seguito a questo disastro, il governo italiano ha introdotto leggi più restrittive, bloccando l’iter autorizzativo di Ombrina Mare 2. Tuttavia, nel 2012, sotto il governo Monti, un decreto del ministro Corrado Passera ha riavviato il processo di approvazione, scatenando una mobilitazione popolare senza precedenti.

  1. Le manifestazioni di Pescara e Lanciano hanno rappresentato il culmine di questa lotta.
  2. La pressione della coalizione di cittadini e associazioni ha portato alla bocciatura definitiva del progetto Ombrina Mare 2.

La reazione di Rockhopper

Nonostante la bocciatura del progetto, la multinazionale Rockhopper ha avviato un arbitrato internazionale contro l’Italia, invocando il Trattato della Carta dell’Energia. Sebbene l’Italia si fosse ritirata da questo trattato nel 2015, Rockhopper ha cercato di far valere i propri diritti, portando a una condanna dell’Italia a un risarcimento di 190 milioni di euro nel 2022.

Questa condanna ha acceso un dibattito intenso in Italia. Augusto De Sanctis, portavoce del Forum H2O, ha sottolineato che la vera questione da affrontare è la “deriva fossile” in un’epoca di crisi climatica, piuttosto che le contestazioni dei cittadini abruzzesi.

La vittoria dell’Italia

Nel 2023, l’Italia ha presentato appello contro la condanna, basandosi sul Trattato Internazionale per il Regolamento delle Controversie relative agli Investimenti. L’esito positivo dell’appello ha portato all’annullamento della condanna a risarcire Rockhopper, una notizia accolta con entusiasmo da diverse forze politiche e sociali.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, ha celebrato questa vittoria, evidenziando l’importanza della mobilitazione popolare. La cancellazione del risarcimento è stata vista come un passo avanti significativo per la comunità e un riconoscimento del potere della cittadinanza attiva.

La vicenda di Ombrina Mare 2 è un esempio di come la determinazione e la mobilitazione possono influenzare le decisioni politiche ed economiche. Questo episodio dimostra che l’unità della comunità può portare a risultati concreti, sottolineando l’importanza di continuare a difendere il mare e la terra dall’irresponsabilità politica e dal capitalismo predatorio. La salute del nostro pianeta deve sempre avere la priorità sulle ambizioni economiche di pochi.

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