Santa Cruz de Tenerife, 8 dicembre 2025 – Quattro persone sono morte domenica pomeriggio, travolte da onde improvvise a Los Gigantes, sulla costa meridionale di Tenerife, nonostante gli avvisi di allerta lanciati dalle autorità locali. L’incidente, avvenuto intorno alle 16, ha colpito un gruppo di turisti e residenti che si trovavano nella famosa piscina naturale, a circa 200 metri dal belvedere di Isla Cangrejo, nel comune di Santiago de Teide. Secondo il Centro di Coordinamento delle Emergenze (Cecoes), il mare ha superato la barriera rocciosa e ha trascinato diverse persone sugli scogli.
Onde improvvise travolgono Los Gigantes: soccorsi in campo
La mattina era iniziata con una preallerta per mare grosso già attiva sull’intero arcipelago delle Canarie dal venerdì precedente, comunicata dalla Direzione generale delle emergenze del Governo regionale. Eppure, stando ai media locali, l’onda che ha colpito Los Gigantes è arrivata all’improvviso. Alcuni bagnanti erano ancora in acqua, altri seduti sugli scogli guardavano il mare. Poi, in pochi attimi, la situazione è diventata drammatica. “Abbiamo visto la gente urlare e correre verso la riva, ma l’acqua li ha raggiunti prima”, ha raccontato un testimone sulla passeggiata panoramica.
I soccorsi sono scattati subito. Sul posto sono arrivati il Salvataggio marittimo con l’elicottero Helimer, il Servizio di urgenze canario (Suc) con ambulanza e un altro elicottero medicalizzato, insieme ai vigili del fuoco di Tenerife e ai soccorritori locali con moto d’acqua. L’ultima vittima, un uomo trovato in arresto cardiocircolatorio, è stato portato d’urgenza all’Hospital de la Candelaria. Nonostante i tentativi di rianimazione, è morto poco dopo l’arrivo.
Quattro morti e feriti lievi: il bilancio dell’incidente
Il Cecoes parla di quattro morti e almeno tre feriti, tutti in condizioni non gravi. Tra le vittime ci sono anche cittadini stranieri, ma le autorità non hanno ancora reso note le generalità complete. “Stiamo cercando di identificare tutte le persone coinvolte e di avvisare le famiglie”, ha detto un portavoce della polizia locale.
Le ricerche sono andate avanti fino a sera. Sul posto restano i tecnici della Protezione civile per tenere sotto controllo il mare e garantire la sicurezza di chi ancora si trova nella zona, turisti e residenti. “Abbiamo aumentato i controlli e chiesto a tutti di rispettare le regole di sicurezza”, ha aggiunto il sindaco di Santiago de Teide, Emilio Navarro.
Incidenti simili già avvenuti: il mare delle Canarie è insidioso
Non è la prima volta che la costa di Tenerife fa registrare tragedie simili. Lo scorso 8 novembre, sempre sull’isola, tre persone erano morte travolte da onde anomale e altre quindici erano rimaste ferite. Gli esperti ricordano che il tempo alle Canarie può cambiare in fretta: anche se il mare sembra calmo, il rischio di ondate improvvise resta alto.
“Le correnti qui sono pericolose, soprattutto vicino agli scogli”, ha spiegato un operatore del salvataggio. “Molti turisti non si rendono conto del rischio e si avvicinano troppo all’acqua per fare foto o per curiosità”. Le autorità hanno ribadito l’importanza di seguire le indicazioni e di non avvicinarsi alle zone pericolose durante le allerte.
Sgomento e misure: cosa cambia dopo la tragedia
La notizia delle vittime ha sconvolto residenti e turisti che affollano Los Gigantes in questo periodo. Alcuni commercianti hanno raccontato di aver visto gruppi di visitatori ignorare i cartelli di divieto e scendere comunque verso la piscina naturale. “Non è la prima volta che succede”, ha detto una barista del lungomare. “Quando il mare si alza così, bisognerebbe chiudere tutto”.
Il Governo delle Canarie ha annunciato una revisione delle procedure di allerta e dei sistemi informativi per i visitatori stranieri. “Dobbiamo fare in modo che il messaggio arrivi a tutti, anche a chi non parla spagnolo”, ha detto il presidente regionale Fernando Clavijo.
Forse solo così – e solo allora – tragedie come quella di domenica potranno essere evitate. Nel frattempo, Los Gigantes resta sotto stretta sorveglianza, mentre le famiglie delle vittime aspettano risposte e chiarimenti.