Salem, 7 febbraio 2026 – Otto anni fa, in un freddo mattino di febbraio, una giovane giornalista varcava per la prima volta la soglia dell’ufficio SAIL a Salem, Massachusetts. Da allora, il suo cammino nella redazione di questa storica rivista americana di vela si è intrecciato con storie, regate e volti che hanno segnato il mondo della navigazione. Oggi, a distanza di otto anni, ripercorre alcune delle esperienze più intense vissute tra banchine affollate, cabine di legno e ponti sferzati dal vento.
Genoa 2023: la vittoria che ha fatto emozionare l’America della vela
Nel giugno del 2023, a Genova, è successo uno dei momenti più forti della sua carriera. “Ho pianto in sala stampa”, confessa, ricordando la cerimonia in cui Mark Towill ha accolto la decisione del comitato di protesta: l’11th Hour Racing Team avrebbe ottenuto la riparazione per la collisione subita alla partenza dell’ultima tappa di The Ocean Race. Un verdetto atteso da anni, che ha finalmente consegnato il trofeo agli americani.
Per chi, come lei, aveva conosciuto Towill e Charlie Enright da ragazzina – attraverso il film “Morning Light”, visto nei pomeriggi di pioggia durante i corsi di vela – quell’abbraccio tra passato e presente aveva un sapore speciale. “Li avevo intervistati nel 2018 a Newport, li avevo seguiti nelle regate più dure. E ora li vedevo realizzare un sogno inseguito per un decennio”, racconta. Un passaggio di testimone ideale, dal piccolo circolo velico di provincia ai grandi palcoscenici internazionali.
Maine 2018: la magia silenziosa della flotta windjammer
C’è poi il ricordo di una sera d’estate del 2018, sulle acque tranquille del Maine. La giornalista era salita a bordo della ketch Angelique per seguire la Great Schooner Regatta, appuntamento annuale della flotta windjammer. “Non era una gara vera e propria”, spiega, “più una festa dove tutte le barche si ritrovano nello stesso porto”.
Quella sera, ancorati in una piccola baia, qualcuno su una delle altre navi ha tirato fuori un violino. Il sole stava calando, il cielo si tingeva d’arancio e le note si diffondevano sull’acqua. “In quel momento ho pensato che non esistesse posto più bello al mondo”, ammette. Ancora oggi, quando ripensa al Maine, sente l’eco lontana di quel violino al tramonto.
La Trinité-sur-Mer 2022: al timone del gigante Spindrift
Nel 2022, la cronista si trovava a La Trinité-sur-Mer, piccolo porto bretone che ospita alcune delle barche da regata più avanzate al mondo. Era lì per incontrare il team Spindrift, pronto a tentare il record del Jules Verne. “Mi hanno chiesto se volevo provare a guidare”, ricorda. “Ero terrorizzata, ma come si fa a dire di no al timone del più grande trimarano offshore del mondo?”
Il vento soffiava forte, le lacrime le rigavano il viso per la velocità – trenta nodi con appena dodici di brezza reale. “Non hanno trovato la finestra meteo giusta quell’anno”, precisa, “ma navigare su Spindrift resta una delle esperienze più intense della mia vita”.
Annapolis-Newport 2023: la tempesta che insegna il valore della squadra
L’estate precedente l’aveva vista impegnata nella regata offshore tra Annapolis e Newport. Un guasto all’impianto idraulico ha messo a dura prova l’equipaggio: ore a pompare acqua, stremati e infreddoliti all’alba. “Abbiamo pensato di tornare indietro”, racconta. Ma dopo una sosta per riposare, il team ha deciso di andare avanti.
“È banale dirlo, ma il vero premio sono le persone che incontri”, riflette oggi. Eppure è così: “Per la prima volta avevo una squadra vera, non ero solo un’ospite”. Quell’esperienza – dura ma formativa – ha poi fatto la differenza nelle sfide successive.
Otto anni tra ponti e redazioni: la passione che non si spegne
Guardando indietro, la giornalista sa che ogni tappa – da Genova al Maine, dalla Bretagna all’Atlantico – ha lasciato un segno profondo. “La vela è fatta di storie, incontri e piccoli dettagli che restano impressi”, conclude. Forse è proprio questo il segreto che tiene insieme otto anni di cronaca e mare: la capacità di lasciarsi sorprendere ogni volta, come fosse la prima.