Pedote conquista il 22° posto e completa il suo secondo giro del mondo a bordo del Vendée Globe

Il Vendée Globe è una delle sfide più estreme del mondo velico e anche quest’anno ha visto la partecipazione di Giancarlo Pedote, il velista fiorentino che ha dimostrato grande resilienza. Nonostante le difficoltà e le avarie, Pedote ha concluso la regata in 22ª posizione, impiegando 85 giorni, 20 ore e 32 minuti. Questo risultato, sebbene inferiore rispetto alla sua precedente edizione in cui aveva chiuso ottavo, è motivo di orgoglio per Pedote, che diventa l’unico italiano ad aver completato il giro del mondo in solitario non-stop per ben due volte.

La partenza e le sfide affrontate

La regata è iniziata il 6 novembre 2020 da Les Sables d’Olonne, in Francia, e i partecipanti hanno affrontato condizioni estreme e difficoltà tecniche. Pedote, alla guida della sua barca Prysmian, una vecchia generazione costruita nel 2015, ha dimostrato un grande spirito di adattamento. Durante la conferenza stampa post-arrivo, ha dichiarato: “Penso che sia questo a rendere prezioso un marinaio, più di un numero”, evidenziando l’importanza delle esperienze vissute in mare.

I problemi tecnici e la resilienza

Le avventure in mare di Pedote non sono state prive di ostacoli. Durante il percorso, ha affrontato seri problemi tecnici, tra cui:

  1. Un guasto al sistema di movimento dei timoni, costringendolo a effettuare riparazioni d’emergenza.
  2. Un’avaria al motore, un componente cruciale per un IMOCA 60, che fornisce energia a tutti i sistemi di bordo.

Dopo tredici ore di lavoro intenso, Pedote è riuscito a riparare il motore e continuare la sua avventura. Ha riflettuto: “Questo è il regalo del Vendée Globe: ti spoglia di tutto e ti fa scoprire una forza che non sapevi di avere”.

Un viaggio interiore e la visione del futuro

Il Vendée Globe non è solo una competizione, ma anche un viaggio interiore. Pedote ha descritto il suo percorso come un “turbine di emozioni”. Durante il rush finale, ha dovuto ritirarsi per evitare di compromettere la sua partecipazione. Ha commentato: “Ogni volta che acceleravo, quando la barca raggiungeva i 30 nodi di velocità, saltava”. Questa maturità e lucidità dimostrano quanto questa esperienza lo abbia messo alla prova, non solo come velista, ma anche come persona.

Guardando al futuro, Pedote non ha escluso la possibilità di tornare a Les Sables d’Olonne per una nuova edizione del Vendée Globe, magari con una barca più competitiva. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di prendersi il tempo necessario per riflettere su questa decisione, considerando le esigenze della sua famiglia.

In conclusione, l’esperienza di Giancarlo Pedote nel Vendée Globe 2020-2021 rappresenta una prova di resistenza fisica e mentale, oltre a un viaggio di scoperta personale. Con il suo spirito indomito e la sua determinazione, continua a ispirare molti, dimostrando che la vera essenza della vela è nel viaggio stesso e non solo nel traguardo finale. Il Vendée Globe, con tutte le sue sfide e bellezze, arricchisce non solo i velisti, ma anche coloro che seguono con passione le loro avventure.

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