Negli ultimi anni, Porto Cesareo è diventata un punto di riferimento per i festeggiamenti in mare, ma questa crescente popolarità ha sollevato preoccupazioni tra le autorità locali. I cosiddetti «party» o rave, inizialmente pensati come eventi per un pubblico limitato, sono rapidamente sfuggiti al controllo, minacciando la salute delle aree marine protette circostanti. Le zone Speciali di Conservazione (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono ora a rischio a causa di queste celebrazioni, che attirano un numero sempre crescente di partecipanti.
la riunione del comitato interforze
Recentemente, il tema è stato discusso in una riunione del Comitato interforze per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Natalino Domenico Manno. Durante l’incontro, è emersa la necessità di una stretta sulle attività di intrattenimento in mare. I party, che si svolgono principalmente tra La Strea e l’Isola dei Conigli, hanno visto la partecipazione di un numero impressionante di imbarcazioni. In alcuni casi, si sono registrati picchi di 50-70 barche al largo, ognuna delle quali ospitava DJ, vocalist e attività di intrattenimento.
È importante precisare che non si tratta di una condanna al divertimento delle famiglie, che rispettano le normative. Tuttavia, le autorità sono costrette a intervenire per evitare che comportamenti inappropriati di pochi possano mettere in pericolo l’ambiente e la sicurezza di tutti. Le forze dell’ordine stanno preparando misure per tutelare l’ecosistema marino da inquinamento, rifiuti, carburante e rumori molesti, che possono avere effetti devastanti sulle creature marine e sugli habitat protetti.
normative vigenti e misure future
L’ordinanza 80/2023 della Capitaneria di Porto di Gallipoli è già in vigore, stabilendo aree di transito, ancoraggio e sosta, ma le violazioni continuano a verificarsi. L’articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza vieta assembramenti in luoghi pubblici senza autorizzazione, mentre l’articolo 666 del codice penale punisce chi organizza intrattenimenti senza licenza. Le indagini non si limitano alle feste in mare, ma si estendono anche alle normative vigenti per garantire un controllo rigoroso.
A partire dall’estate 2026, è prevista un’ordinanza che vieterà feste non autorizzate in mare. Le forze dell’ordine avranno il potere di salire a bordo delle imbarcazioni e sottoporre i conducenti ad alcoltest, una misura cruciale per prevenire incidenti causati da guida in stato di ebbrezza.
l’evoluzione del fenomeno
Il fenomeno dei party in mare ha avuto inizio a luglio, quando due associazioni hanno cominciato a organizzare eventi nell’area tra La Strea e l’Isola dei Conigli, utilizzando profili social per promuovere le loro feste. La partecipazione è aumentata esponenzialmente, coinvolgendo più di 70 imbarcazioni e oltre 100 persone per i grandi eventi. Un episodio emblematico si è verificato il 7 settembre, quando le forze dell’ordine hanno registrato la presenza di 55 barche, ognuna con 3-4 persone a bordo, pronte a ballare in acque poco profonde.
La maggior parte dei partecipanti proviene da località vicine come Leverano, Monteroni, San Pietro, Mesagne e Carmiano, alcuni dei quali non sono nuovi alle forze dell’ordine. Questi dettagli sono fondamentali per le indagini in corso, che mirano a comprendere le dinamiche sociali e culturali che alimentano il fenomeno.
La situazione a Porto Cesareo è rappresentativa di una realtà più ampia che coinvolge altre località turistiche italiane. La crescente voglia di divertirsi si scontra con la necessità di proteggere l’ambiente e garantire la sicurezza pubblica. Le autorità locali sono ora chiamate a trovare un equilibrio tra il diritto al divertimento e la salvaguardia delle risorse naturali, un compito complesso ma imprescindibile per il futuro di queste meravigliose aree.