Roma, 23 dicembre 2025 – Mentre le cucine italiane si preparano a riempirsi di piatti tipici delle feste, l’associazione Marevivo Onlus lancia un appello che colpisce dritto al cuore: “Facciamo un regalo al mare“. L’iniziativa, promossa dalla presidente Rosalba Giugni, spinge gli italiani a riflettere sul legame profondo che li unisce al mare, soprattutto nel periodo natalizio, quando il consumo di pesce raggiunge picchi importanti.
Il pesce a tavola durante le feste: un peso sul mare
I dati parlano chiaro: tra il 63% e il 70% delle famiglie italiane sceglie piatti a base di pesce per la Vigilia di Natale. E se si guarda a tutti i pasti delle festività, la percentuale sale fino all’80%. In media, ogni italiano mangia tra i 28 e i 30 chili di pesce all’anno, più di quanto accade nella maggior parte degli altri Paesi europei. E nei mercati, in questi giorni, non è raro vedere polpi, astici, aragoste e altri crostacei vivi, pronti per essere portati a casa e cucinati.
“La nostra ricchezza non è solo economica o paesaggistica – ha spiegato Rosalba Giugni – il mare è la madre da cui veniamo. Eppure, spesso lo trattiamo come una risorsa infinita da prendere senza limiti”. Un monito che arriva in un momento critico: lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, l’inquinamento e il cambiamento climatico stanno mettendo a dura prova i nostri mari.
Restituire la libertà: un gesto semplice, un segnale forte
La proposta di Marevivo è chiara e originale: comprare un animale marino vivo – un polpo, un’astice, una vongola – e riportarlo in mare. Un gesto simbolico, senza la pretesa di risolvere i problemi ambientali, ma che vuole far riflettere sul rispetto della vita marina.
“Non è un esperimento scientifico – precisa Giugni – ma un modo per educare e cambiare prospettiva. I simboli contano”. Restituire la libertà a un animale significa fermarsi, pensare che dietro ogni piatto c’è una vita. Un insegnamento importante, anche per i più piccoli: “La sostenibilità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana fatta di piccoli gesti”.
Il mare sotto pressione: numeri che allarmano
Gli esperti lo confermano: il mare è stanco. Secondo l’ultimo rapporto della FAO, circa il 34% delle risorse ittiche mondiali è sfruttato oltre il limite. Anche in Italia la situazione è preoccupante. L’inquinamento da plastica continua a crescere – solo nel Mediterraneo finiscono ogni anno oltre 200mila tonnellate di plastica – mentre la crisi climatica sconvolge gli equilibri degli ecosistemi costieri.
“Il mare non può difendersi da solo – racconta Giugni – serve la nostra responsabilità e la voglia di cambiare abitudini”. Un invito che si traduce in scelte concrete: ridurre il consumo di pesce, preferire prodotti locali e sostenibili, informarsi sulle specie a rischio.
Un Natale diverso: piccoli gesti, grandi risultati
In queste feste, Marevivo propone di fare un regalo fuori dall’ordinario. “Un regalo che non si apre, ma che nuota via”, dice la presidente dell’associazione. Un gesto che lascia il segno nella coscienza, più che sotto l’albero.
Chi non può liberare un animale – magari perché vive lontano dal mare o non trova animali vivi – può comunque contribuire limitando il consumo di pesce, fresco o conservato. “Anche una scelta consapevole a tavola può fare la differenza”, ricorda Giugni.
Il messaggio è semplice: questo Natale, prima di pensare a cosa mettere in tavola, fermiamoci un attimo. Guardiamo al mare non solo come fonte di cibo o di svago, ma come a una madre da proteggere. E, almeno per un giorno, proviamo a restituire qualcosa a questo ambiente che tanto ci dà.