Ritorno emozionante: tre tartarughe caretta caretta tornano a nuotare nel mare di Trani

Trani, 15 dicembre 2025 – Un incontro inaspettato e carico di emozione si è svolto ieri mattina nei fondali a due miglia dal porto di Trani. Qui i sommozzatori del Nucleo Carabinieri Subacquei di Pescara hanno incrociato l’equipaggio del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta. Erano circa le 10.30 quando, durante un normale controllo, i militari hanno assistito a una scena che, come hanno raccontato, “non si vede tutti i giorni”: il rilascio in mare di tre tartarughe caretta caretta, appena guarite dopo settimane di cure.

Le tartarughe caretta caretta tornano a nuotare libere

Le tre tartarughe, tutte adulte, erano state recuperate tra fine novembre e i primi giorni di dicembre lungo la costa adriatica, in condizioni critiche. Il responsabile del centro WWF, Giuseppe D’Elia, ha spiegato che gli animali mostravano segni di annegamento e gas embolismo: “Arrivano spesso così, esauste. Le abbiamo tenute sotto osservazione quasi venti giorni, con cure specifiche e controlli continui”. Solo dopo aver superato la fase più delicata, le tartarughe sono state giudicate pronte per tornare in mare.

La scelta del punto di rilascio – a circa 18 metri di profondità, al largo di Trani – non è stata casuale. “Qui il fondale è ideale: acque limpide, presenza di posidonia e poco traffico nautico”, ha detto D’Elia. I sommozzatori dei Carabinieri hanno seguito da vicino tutta l’operazione, documentando ogni fase con foto e video sott’acqua.

Una squadra unita per proteggere le specie marine

Questa iniziativa rientra nella collaborazione tra Arma dei Carabinieri e WWF Italia, ufficializzata con un protocollo d’intesa nel 2022. L’obiettivo, ribadito ieri dal comandante del Nucleo Subacquei, tenente Marco Rinaldi, è “rafforzare il lavoro insieme tra forze dell’ordine e associazioni ambientaliste per proteggere le specie protette e prevenire i crimini contro l’ambiente”.

I Carabinieri Subacquei non si limitano ai controlli e ai soccorsi. Sono attivi anche in compiti di polizia giudiziaria, nel recupero di reperti archeologici sommersi e nelle campagne di sensibilizzazione nelle scuole. “Il mare è un bene fragile – ha sottolineato Rinaldi – e il nostro impegno serve anche a ricordare che rispettare la legge significa anche prendersi cura dell’ambiente”.

I Carabinieri Subacquei, guardiani del mare italiano

Attivi in tutta Italia, i Carabinieri Subacquei sono una delle punte di diamante nella protezione del mondo marino. Solo nel 2024, dicono i dati del Comando Generale, hanno portato a termine più di 300 interventi tra soccorsi, ricerche e recuperi. Molte delle loro azioni restano lontane dai riflettori, ma sono fondamentali per salvaguardare gli ecosistemi delle coste.

Per quanto riguarda le tartarughe marine, la collaborazione con il WWF ha permesso di salvare e rimandare in mare decine di esemplari negli ultimi anni. “Ogni rilascio è una piccola vittoria – ha confessato D’Elia – ma il vero lavoro si fa a terra: prevenire, informare e rispettare le regole”.

Un gesto semplice che parla al futuro

Mentre le tre tartarughe si allontanavano lentamente verso il blu, tutti hanno osservato in silenzio. Un momento breve, quasi sospeso. “Vederle nuotare via ripaga di ogni fatica”, ha detto uno dei sommozzatori. Dietro quel gesto semplice però c’è un messaggio più grande: proteggere le specie protette non è solo un dovere delle istituzioni, ma una responsabilità che riguarda tutti.

Il mare di Trani ha restituito ieri tre vite alla natura. Un segnale chiaro – sottolineano gli operatori – che la collaborazione tra istituzioni e associazioni può davvero fare la differenza. E che la strada per proteggere l’ambiente passa anche da piccoli gesti quotidiani, spesso invisibili ma indispensabili.

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