Siracusa, 3 febbraio 2026 – Un aereo statunitense Douglas C-47 della Seconda guerra mondiale è stato scoperto nei fondali di Brucoli, a pochi chilometri dalla costa di Siracusa, durante un’immersione organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia. La scoperta, avvenuta nei giorni scorsi, porta la firma dei subacquei Fabio Portella e Linda Pasolli del Capo Murro Diving Center, che hanno trovato il relitto a circa 40 metri di profondità. Un ritrovamento che, secondo gli esperti, potrebbe aggiungere un pezzo importante al puzzle delle rotte aeree militari nel Mediterraneo durante il conflitto.
Un tuffo nel passato: il ritrovamento e le prime verifiche
La mattina del 30 gennaio, intorno alle 10.15, Portella e Pasolli sono scesi in acqua nelle acque di Brucoli, zona già conosciuta dagli appassionati per la presenza di relitti minori. “Abbiamo riconosciuto subito la sagoma inconfondibile della fusoliera”, ha raccontato Portella, ancora emozionato. Il relitto giace sul fondale sabbioso e si presenta in condizioni discrete: la coda è spezzata, ma le ali e parte della carlinga si distinguono ancora chiaramente. I sub hanno fotografato e filmato ogni dettaglio, materiale poi inviato alla Soprintendenza per i primi accertamenti.
La dottoressa Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare, spiega che “alcuni dettagli costruttivi – come la disposizione dei portelloni e la tipica struttura delle ali – ci hanno permesso di identificare con buona sicurezza il modello: un Douglas C-47 Skytrain”. Questo è la versione militare del famoso DC-3, usato dagli Alleati per trasportare truppe e materiali tra il 1943 e il 1945.
Un relitto che parla di guerra e storia
Il Douglas C-47 è stato uno degli aerei simbolo della logistica alleata durante la guerra. In Sicilia, tra luglio e agosto 1943, decine di questi velivoli presero parte all’Operazione Husky, il grande sbarco che segnò l’inizio della campagna d’Italia. “Non sappiamo ancora se questo relitto sia collegato a quelle operazioni”, dice Li Vigni, “ma la posizione e la profondità lasciano pensare che possa essere un aereo caduto durante una missione di rifornimento o trasporto”.
Finora non sono stati trovati resti umani o carichi particolari all’interno della fusoliera. Tuttavia, la presenza di alcune casse metalliche e frammenti di equipaggiamento militare suggerisce un uso operativo. Gli archeologi subacquei stanno cercando di ricostruire cosa sia successo: la prima ipotesi è che il velivolo sia stato abbattuto dalla contraerea o abbia avuto un guasto tecnico.
La voce della gente: le reazioni a Brucoli e Augusta
La notizia si è sparsa in fretta tra gli abitanti di Brucoli e Augusta. Nel piccolo porto turistico, ieri pomeriggio, alcuni pescatori hanno raccontato di aver sentito spesso storie su “un aereo americano affondato da queste parti”, ma senza mai prove concrete. “Mio nonno diceva che durante la guerra si vedevano spesso aerei volare bassi verso la costa”, ha detto Salvatore Greco, 54 anni, mentre sistemava le reti sul molo.
Anche le autorità locali hanno accolto con entusiasmo la scoperta. Il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, ha commentato: “Questo ritrovamento dà valore al nostro territorio e ci ricorda quanto la Sicilia sia stata al centro degli eventi della seconda guerra mondiale”.
Il futuro del relitto: tutela e valorizzazione
La Soprintendenza del Mare ha già avviato le procedure per proteggere il relitto. Nei prossimi giorni sono previste nuove immersioni con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e degli archeologi dell’Università di Catania. L’obiettivo è mappare con precisione l’area e capire se ci sono rischi per la conservazione.
“Il sito sarà inserito nell’elenco dei beni sommersi di interesse storico”, spiega Li Vigni. Si pensa anche a un progetto per far conoscere il relitto in modo controllato, con visite guidate per sub esperti e pannelli informativi nel porto di Brucoli. Un modo per raccontare, attraverso i resti silenziosi dell’aereo, una pagina poco conosciuta della storia siciliana.
Per ora, il Douglas C-47 resta lì, custodito dal tempo per oltre ottant’anni. Un testimone silenzioso che riaffiora dal passato, tra le acque limpide della costa siracusana.