Ventimiglia, 12 febbraio 2026 – Il futuro del fronte mare di Ventimiglia resta in bilico, in attesa di una decisione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La società Namira Sgr, guidata dall’amministratore delegato Alessandro De Titta, si è detta pronta a rivedere i progetti per la riqualificazione dell’area, dopo le osservazioni arrivate dagli enti che tutelano il patrimonio.
Namira pronta a cambiare rotta sul fronte mare
La questione riguarda il grande intervento di rigenerazione urbana che dovrebbe rivoluzionare il lungomare di Ventimiglia, dalla foce del Roja fino al confine con la Francia. Un investimento da oltre 200 milioni di euro, con nuovi spazi pubblici, aree verdi, servizi per il turismo e residenze. Ma nelle ultime settimane il progetto ha subito una battuta d’arresto: la Soprintendenza ha chiesto approfondimenti e modifiche, soprattutto per l’impatto paesaggistico e la tutela delle strutture storiche presenti.
“Aspettiamo un riscontro ufficiale,” ha spiegato De Titta ieri pomeriggio al telefono, mentre era a Milano per una serie di incontri tecnici. “Rispettiamo il ruolo della Soprintendenza e siamo pronti a seguire le loro indicazioni. Se serve, rivedremo i disegni senza problemi.” Il manager ha aggiunto che la società ha già iniziato un confronto con gli uffici tecnici del Comune e con i progettisti, tra cui lo studio milanese Land.
Le richieste della Soprintendenza e la città in fermento
Da fonti vicine alla Soprintendenza emerge che le principali criticità riguardano l’altezza degli edifici lungo la passeggiata a mare e la vicinanza alle mura ottocentesche della città vecchia. “Non possiamo cancellare la memoria storica di Ventimiglia,” ha detto un funzionario che segue il dossier. “L’obiettivo è trovare un equilibrio tra sviluppo e tutela.”
In città il dibattito è acceso. Da un lato, commercianti e operatori turistici chiedono tempi rapidi: “Ventimiglia deve ripartire subito,” ha commentato ieri mattina Marco Bianchi, titolare di un bar sul lungomare. “Ogni rinvio pesa sulle nostre attività.” Dall’altro, alcuni residenti temono che il nuovo waterfront possa snaturare l’identità del borgo marinaro. “Non vogliamo una seconda Montecarlo,” ha detto Anna Russo, pensionata di via Cavour.
Un progetto ambizioso tra investimenti e vincoli
Il piano di Namira Sgr è uno dei maggiori investimenti privati sulla Riviera di Ponente degli ultimi anni. Prevede circa 250 nuovi alloggi, un hotel quattro stelle, spazi commerciali e un grande parco urbano affacciato sul mare. Il cronoprogramma iniziale prevedeva l’avvio dei lavori entro l’estate 2026, ma ora tutto dipende dal via libera degli enti.
“Non vogliamo forzare i tempi,” ha ribadito De Titta. “Lavoriamo in trasparenza con le istituzioni. Solo così si costruisce fiducia.” La società ha già speso oltre 15 milioni di euro tra acquisti e progettazione. Ma senza il sì della Soprintendenza, i cantieri restano fermi.
In vista la conferenza dei servizi: decisiva per il futuro
Il prossimo passaggio chiave sarà la conferenza dei servizi, convocata dal Comune per fine marzo. Qui Namira dovrà presentare le eventuali modifiche chieste dalla Soprintendenza e dagli altri enti. Solo allora si capirà se il progetto potrà andare avanti come previsto o se serviranno nuovi aggiustamenti.
Nel frattempo, in municipio si cerca di tenere insieme le varie posizioni. Il sindaco Flavio Di Muro ha invitato alla calma: “Serve dialogo, non scontro,” ha detto ieri sera in una riunione con i capigruppo. “Il futuro del fronte mare riguarda tutta Ventimiglia.”
La partita resta aperta. Il destino del nuovo waterfront dipenderà dalla capacità di trovare un punto d’incontro tra sviluppo economico e rispetto della storia locale.