Crotone, 23 febbraio 2026 – Da Capo Rizzuto prende il via il nuovo piano nazionale per salvare i fondali marini, un’iniziativa che vuole liberare il Mediterraneo dai rifiuti e costruire un futuro più sostenibile per chi vive lungo le coste. Il progetto, chiamato “Proteggere il Mediterraneo, costruire il futuro”, è stato presentato ieri mattina al Museo del Mare ‘Pelagos’ di Le Castella, nel cuore dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, la più grande d’Italia. A promuoverlo è Ambiente Mare Italia (Ami), con il sostegno dei fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese.
Mediterraneo in pericolo: un piano per reagire subito
Come ha spiegato Alessandro Botti, presidente di Ami Italia, l’obiettivo è semplice ma urgente: “Dare una risposta concreta e organizzata all’emergenza ambientale che sta colpendo il Mar Mediterraneo”. Questo mare, tra i più ricchi di vita al mondo, oggi soffre a causa della plastica, delle reti da pesca abbandonate, dello sfruttamento eccessivo delle risorse e dell’aumento della pressione umana sulle coste. “Qui si uniscono operatori del mare, diving center, comunità locali e studenti”, ha aggiunto Botti, sottolineando come istituzioni locali e regionali siano al fianco del progetto.
Rifiuti che soffocano il mare: la minaccia delle reti fantasma
Ogni anno, spiegano gli organizzatori, migliaia di tonnellate di rifiuti si accumulano sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo. Questo problema danneggia habitat fragili e fa entrare le microplastiche nella catena alimentare. Particolare attenzione è rivolta alle reti fantasma: reti da pesca abbandonate che continuano a intrappolare pesci, tartarughe, cetacei e altre specie protette per anni. Questi rifiuti mettono a rischio ecosistemi fondamentali come le praterie di Posidonia oceanica e il coralligeno, vitali per la salute del mare.
Quattro passi concreti: formazione, censimento, pulizia e analisi
Il progetto si sviluppa in quattro fasi. Prima si forma un gruppo di subacquei volontari e si avviano percorsi educativi nelle scuole del territorio. Poi si fanno le verifiche subacquee per mappare le zone più inquinate. Seguono le pulizie subacquee, previste in primavera e autunno, con l’aiuto di diving center, pescatori e istituzioni. Infine, si valutano e catalogano i rifiuti raccolti, con la redazione di un report finale destinato alle autorità e alla comunità scientifica.
Istituzioni in campo: un impegno condiviso
Alla presentazione erano presenti la sindaca di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, il presidente della Provincia di Crotone, Fabio Mandica, e il presidente della commissione Ambiente della Regione Calabria, Sergio Ferrari. “Siamo fieri che il progetto parta proprio da qui”, ha detto Vittimberga. “La tutela del mare è una priorità per il nostro territorio”. Mandica ha ricordato che “la collaborazione tra enti è fondamentale per ottenere risultati concreti”, mentre Ferrari ha ribadito l’impegno della Regione Calabria a sostenere iniziative simili.
Le prossime tappe: Soverato, Villa San Giovanni e ritorno a Capo Rizzuto
Dopo Capo Rizzuto, il piano proseguirà in Calabria, con tappe nella baia di Soverato, a Villa San Giovanni e ancora nell’area protetta di Isola Capo Rizzuto. L’obiettivo è chiaro: “Liberare insieme il mare”, come recita lo slogan scelto dagli organizzatori. Ami Italia punta a far diventare questo modello un esempio da seguire anche in altre regioni costiere italiane.
Un mare più pulito per chi verrà dopo di noi
“Vogliamo lasciare alle future generazioni un mare più sano e ricco di vita”, ha chiuso Botti. Il progetto vuole coinvolgere sempre più cittadini, studenti e operatori economici in questa sfida che riguarda tutti: salvare il Mediterraneo. Per seguire le prossime iniziative si può scrivere a info@meravigliedicalabria.it.