Palermo, 16 dicembre 2025 – Sono 178 i migranti salvati nel mar Egeo nelle ultime ore, grazie a un’operazione di soccorso internazionale che ha visto protagonista la capitaneria di porto di Palermo. L’intervento, coordinato dall’agenzia europea Frontex nell’ambito della missione “J. O. Greece 2025”, si è svolto a sud dell’isola di Creta, in Grecia, con condizioni meteo particolarmente avverse. A guidare la squadra italiana è stato il comandante Michele Maltese, che ha inviato una motovedetta con dodici uomini a bordo, tra cui due soccorritori specializzati.
Salvataggio nel mar Egeo: la sfida tra vento e onde
La chiamata d’aiuto è arrivata sabato pomeriggio dalle autorità greche: una barca carica di migranti era in difficoltà a circa 55 miglia nautiche a sud di Creta. Il mare era forza 4, con raffiche che superavano i 35 nodi. Condizioni dure, che avrebbero scoraggiato molti, ma non la squadra palermitana. “Siamo partiti perché la nostra motovedetta era la più adatta a intervenire in quelle condizioni”, ha spiegato un ufficiale della capitaneria. La motovedetta, partita dal porto di Kokkinos Pyrgos, ha raggiunto l’imbarcazione in meno di due ore, nonostante il mare agitato.
Capitaneria di Palermo, un ruolo decisivo
La direzione marittima di Palermo ha giocato un ruolo chiave nell’operazione. Il comandante Maltese ha sottolineato come “la preparazione e la prontezza dell’equipaggio abbiano fatto la differenza”. Dodici uomini e donne, con due soccorritori marittimi esperti in salvataggi difficili, hanno lavorato senza sosta per mettere in salvo i naufraghi. Alcuni erano quasi al termine del turno o in pausa, ma hanno risposto comunque alla chiamata d’emergenza. “Quando c’è una vita da salvare, non si può tirarsi indietro”, ha raccontato uno di loro.
Frontex e il lavoro di squadra europeo
L’operazione è stata coordinata da Frontex insieme alle autorità greche, portoghesi e lettoni. L’obiettivo era chiaro: salvare vite e gestire i flussi migratori in una delle rotte più pericolose del Mediterraneo orientale. Il centro di coordinamento europeo ha espresso “apprezzamento per la professionalità e il coraggio della squadra italiana”, come si legge nella nota diffusa ieri sera. Anche le autorità greche hanno ringraziato pubblicamente la capitaneria di Palermo per la rapidità e l’efficacia dell’intervento.
Quasi 4000 miglia di mare e lavoro oltre ogni limite
La missione, iniziata a fine novembre, è andata oltre i tempi previsti. In tutto, la motovedetta italiana ha percorso quasi 4000 miglia nautiche durante le operazioni nel mar Egeo. Oltre al salvataggio dei 178 migranti – tra cui donne e bambini, alcuni in condizioni critiche – si sono svolti numerosi altri interventi notturni in situazioni simili. “Spesso abbiamo lavorato oltre l’orario previsto, ma era indispensabile”, ha ammesso un membro dell’equipaggio.
Il sostegno della comunità locale a Kokkinos Pyrgos
Durante la sosta a Kokkinos Pyrgos, piccolo porto greco scelto come base, l’equipaggio italiano ha sentito vicino il sostegno della gente del posto. Alcuni abitanti hanno portato viveri e coperte sia ai soccorritori sia ai migranti appena sbarcati. “Abbiamo percepito la vicinanza della comunità”, ha raccontato uno dei marinai palermitani. Un gesto semplice, ma che ha lasciato il segno.
Un bilancio di vite salvate e collaborazione
Al termine della missione, il comandante Maltese ha ringraziato tutto il personale coinvolto: “Il vero risultato non sono solo le vite salvate, ma la capacità di lavorare insieme – italiani, greci, europei – per uno scopo comune”. Un bilancio che parla di impegno, sacrificio e collaborazione internazionale, in uno dei tratti di mare più insidiosi d’Europa.