Cagliari, 10 gennaio 2026 – Il mare della Sardegna si conferma tra i più puliti d’Europa. Dai dati del monitoraggio Arpas del 2025 emerge che il 99% delle acque di balneazione dell’isola ha ottenuto il giudizio di “eccellente”. La notizia, diffusa questa mattina a Cagliari, arriva dopo mesi di controlli su centinaia di punti lungo tutta la costa sarda. Solo poche zone, soprattutto vicino alle foci dei fiumi, mostrano qualche criticità. “Un risultato che premia la cura dell’ambiente, ma non bisogna abbassare la guardia”, ha commentato Giorgio Querzoli, responsabile del comitato scientifico di Legambiente.
Acque da record: cosa dicono i numeri dell’Arpas
Nel 2025 l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna ha analizzato oltre 500 campioni prelevati tra maggio e settembre. I tecnici hanno coperto tutta la costa, da Stintino a sud fino a Villasimius, passando per spiagge molto frequentate come La Pelosa, Cala Mariolu e Poetto. Quasi tutte le località monitorate hanno ricevuto il giudizio “eccellente”. Solo meno dell’1% dei punti, soprattutto in prossimità delle foci dei fiumi come il Tirso e il Flumendosa, ha mostrato valori fuori norma.
I parametri microbiologici, in particolare la presenza di Escherichia coli e enterococchi intestinali, sono risultati ben sotto i limiti europei. “La situazione è stabile da anni”, ha spiegato una fonte interna all’Arpas, “ma continuiamo a tenere d’occhio le zone più sensibili”.
Fiumi e scarichi: le cause delle poche criticità
Le poche aree con giudizi più bassi si trovano vicino alle foci dei fiumi e in alcune zone urbane. Qui, spiegano gli esperti, possono verificarsi sversamenti accidentali o un aumento temporaneo dei batteri dopo forti piogge. “Non sono emergenze strutturali”, ha precisato Querzoli, “ma episodi isolati che richiedono interventi mirati”.
A pesare sono anche le pressioni estive: nei mesi di luglio e agosto località come Alghero e Olbia vedono un aumento della domanda sugli impianti di depurazione. Tuttavia, sottolineano dall’Arpas, nel 2025 non si sono registrati superamenti significativi nei tratti più frequentati.
Legambiente: “La Sardegna modello da difendere”
Il monitoraggio è stato accolto con soddisfazione da operatori turistici e associazioni ambientaliste. “La Sardegna conferma di essere un esempio nella gestione delle sue risorse marine”, ha detto Querzoli. “Ma serve attenzione costante: piccoli problemi non risolti possono diventare grandi”.
Legambiente chiede controlli più serrati soprattutto nelle aree a rischio e una maggiore educazione ambientale per tutti. “La qualità del mare è un bene di tutti”, ha aggiunto Querzoli, “da proteggere ogni giorno, con comportamenti responsabili di residenti e turisti”.
Mare pulito, turismo in crescita
Il giudizio positivo sulle acque sarde pesa anche sull’economia locale. Secondo l’Osservatorio regionale sul turismo, nel 2025 gli arrivi sulle coste hanno superato i 3 milioni, con un aumento del 4% rispetto all’anno prima. Gli operatori sottolineano che la buona reputazione del mare pulito è uno dei fattori che attirano visitatori italiani e stranieri.
“Chi sceglie la Sardegna lo fa anche per la trasparenza delle sue acque”, spiega Maria Carta, titolare di uno stabilimento a Chia. “Riceviamo richieste precise sulla qualità del mare già in fase di prenotazione”.
Il futuro è nel controllo e nella prevenzione
Per il 2026 l’Arpas ha in programma di allargare i controlli, includendo nuovi tratti di costa e intensificando le analisi nei mesi di maggiore afflusso turistico. L’obiettivo è mantenere – e se possibile migliorare – il livello di eccellenza raggiunto.
“Solo con una vigilanza continua possiamo garantire questo standard”, conclude Querzoli. Intanto, sulle spiagge sarde, l’acqua resta limpida. E i dati confermano: per chi cerca il mare pulito, la Sardegna è ancora una certezza.