Atene, 9 novembre 2025 – Una colonia di ragni dalle dimensioni incredibili è stata scoperta nelle profondità della Sulfur Cave, una grotta al confine tra Albania e Grecia. La notizia, diffusa ieri sulla rivista scientifica Subterranean Biology, ha subito catturato l’attenzione degli esperti di tutto il mondo. Secondo i ricercatori, si tratta di una delle più grandi “megalopoli” di ragni mai trovate in un ambiente sotterraneo. Un intreccio di vita e ragnatele che, per estensione e complessità, non ha eguali.
Una tela mai vista prima
Dentro la Sulfur Cave, tra umidità e oscurità, gli scienziati hanno contato circa 69.000 esemplari di Tegenaria domestica e 42.000 di Prinerigone vagans. Questi ragni vivono tutti su un’unica, gigantesca tela interconnessa che copre quasi 110 metri quadrati. “Non avevamo mai visto niente di simile,” racconta István Urák, biologo ungherese e autore delle immagini che hanno immortalato la colonia. “La rete è continua, senza interruzioni, e ospita due specie che di solito non condividono lo stesso spazio in modo così massiccio.”
La convivenza di queste due specie – la più comune Tegenaria domestica, spesso presente nelle case, e la meno conosciuta Prinerigone vagans – ha sorpreso gli studiosi. Marek Audy, speleologo ceco che ha realizzato le fotografie pubblicate insieme allo studio, spiega: “Vivere così vicini indica un adattamento particolare a condizioni ambientali molto dure.”
Un ecosistema nascosto sotto le montagne
La Sulfur Cave si trova in una zona montuosa e difficile da raggiungere, tra la provincia di Gjirokastër in Albania e quella di Ioannina in Grecia. Qui il clima è stabile: temperature intorno ai 12 gradi, alta umidità e gas solforosi nell’aria. “Queste condizioni aiutano la crescita di piccoli insetti,” dice Urák, “che sono il cibo principale per i ragni.”
Le spedizioni fatte tra il 2023 e il 2024 mostrano che la colonia si è sviluppata negli ultimi anni, approfittando dell’assenza di predatori e della grande quantità di prede. La tela – una distesa fitta e appiccicosa che copre interamente una camera della grotta – è un caso unico per dimensioni e densità.
Immagini che parlano da sole
Le foto pubblicate dagli scienziati mostrano dettagli impressionanti: fili bianchi intrecciati a perdita d’occhio, ragni immobili in attesa delle prede, piccoli insetti intrappolati nella rete. I video realizzati da István Urák raccontano la vita quotidiana della colonia, mentre gli scatti di Marek Audy mettono in luce la complessità della struttura.
“Abbiamo lavorato in condizioni difficili,” racconta Audy, “tra l’aria piena di zolfo e la scarsa visibilità. Solo con molta preparazione siamo riusciti a documentare tutta la tela.” Gli scienziati hanno usato strumenti studiati per non disturbare l’ambiente: luci a bassa intensità, telecamere piccole e abbigliamento protettivo.
Nuovi interrogativi dalla profondità
Questa scoperta apre nuovi scenari sulla capacità dei ragni di adattarsi a luoghi estremi. Secondo Subterranean Biology, la convivenza di queste due specie può essere dovuta alla scarsità di risorse e alla necessità di condividere lo spazio. “Stiamo ancora studiando i dati,” ammette Urák, “ma sembra un equilibrio molto fragile, tenuto insieme da condizioni particolari.”
Gli studiosi vogliono continuare le ricerche nei prossimi mesi, per capire meglio come funziona questa colonia e quale ruolo ha la Sulfur Cave nell’ecosistema balcanico. Per ora, questa megalopoli di ragni resta un esempio raro – forse unico – di convivenza forzata tra specie diverse in un ambiente sotterraneo.
Secondo le prime stime, nessuna colonia simile era mai stata documentata con questa precisione nei Balcani. Un dettaglio che, come sottolinea Audy, “ci ricorda quanto poco conosciamo davvero il mondo nascosto sotto i nostri piedi.”