Santa Marinella, 14 gennaio 2026 – Un blitz della guardia costiera di Civitavecchia nella notte tra domenica e lunedì ha portato al sequestro di cinquemila ricci di mare. L’operazione, scattata dopo ore di appostamento lungo la costa, ha colto sul fatto un gruppo di pescatori irregolari, già noti alle forze dell’ordine. Oltre al pescato, è stata sequestrata tutta l’attrezzatura da immersione e sono state elevate multe per oltre 30mila euro.
Blitz a sorpresa, pescatori colti sul fatto
Tra le 2 e le 5 del mattino, diversi uomini della guardia costiera, supportati da pattuglie a terra e una motovedetta, hanno seguito i movimenti sospetti di un gruppo di sub, già da tempo sotto osservazione. Le segnalazioni di alcuni residenti avevano indirizzato le indagini. “Abbiamo agito dopo molte ore di appostamento mirato”, ha spiegato il comandante della capitaneria di porto, Giovanni Russo. “La pesca illegale dei ricci è un problema serio in questa zona”.
I pescatori sono stati sorpresi appena usciti dall’acqua, con le ceste piene di ricci di mare. Il numero degli esemplari superava di gran lunga il limite previsto dalla legge: ai pescatori sportivi è consentito raccoglierne non più di cinquanta al giorno, solo nei mesi autorizzati.
Sequestrata l’attrezzatura, multe salate
Non solo i ricci. La guardia costiera ha anche messo sotto chiave tutta l’attrezzatura da immersione: maschere, pinne, bombole, mute e luci subacquee. Gli investigatori hanno notato che il materiale era stato modificato per permettere immersioni più lunghe, anche in acque torbide. “È un equipaggiamento costoso e non facile da trovare sul mercato”, ha spiegato uno degli agenti.
I pescatori sono stati portati in capitaneria per l’identificazione e multati con sanzioni amministrative che superano i 30mila euro. “Le multe sono pesanti, giuste per la gravità del reato e il danno ambientale”, ha aggiunto Russo. Il pescato, ancora vivo, è stato immediatamente rigettato in mare.
Il mare da difendere, il ruolo dei cittadini
La pesca indiscriminata di ricci di mare mette a rischio l’ecosistema costiero del Lazio. Secondo le prime verifiche, il pescato sarebbe finito sul mercato nero locale e regionale, dove un singolo riccio può valere fino a 2 euro. “Senza controlli continui, questa risorsa rischia di sparire”, ha confessato un operatore della guardia costiera.
La legge italiana è chiara: solo i pescatori autorizzati possono raccogliere ricci, e in quantità limitate, solo in certi periodi dell’anno. Rispettare queste regole è fondamentale per salvaguardare la specie e i fondali marini. In questo caso, il prezioso aiuto dei cittadini di Santa Marinella è stato decisivo: diverse segnalazioni avevano già anticipato l’intervento.
Un problema che coinvolge tutta la costa laziale
Non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, la guardia costiera ha intensificato i controlli lungo tutto il litorale tra Civitavecchia e Anzio. Solo nel 2025, dicono i dati ufficiali, sono stati sequestrati oltre 20mila ricci di mare in operazioni simili. “Vogliamo proteggere il patrimonio marino e sensibilizzare chi vive vicino al mare”, ha ribadito Russo.
Le indagini continuano per scovare possibili complici e scoprire tutta la rete del commercio illegale. Intanto, a Santa Marinella, la notizia del blitz si è sparsa veloce. “Ci vorrebbe più rispetto per il mare”, ha commentato un anziano, seduto sulla banchina del porto poco dopo l’alba.