Napoli, 20 gennaio 2026 – Dieci anni fa, a Bacoli, nei Campi Flegrei, un vecchio serbatoio idrico costruito durante la guerra ha cambiato volto. Oggi è il cuore pulsante di Borgo 50, ristorante e cocktail bar che ha trasformato un pezzo di storia locale in una meta per gli amanti del crudo di mare. La famiglia Mazzella, con i fratelli Erasmo e Rosario alla guida, festeggia in questi giorni il decennale, ricordando le origini e guardando avanti con nuovi progetti.
Il “castelletto” che racconta una storia
Il “castelletto”, come lo chiamano gli abitanti, si trova a pochi passi dal cratere dei Fondi di Baia. La struttura, ispirata al più antico Castello aragonese, fu costruita nella prima metà del Novecento per garantire l’acqua durante i conflitti. Oggi, dentro quelle mura spesse e dalle finestre che si affacciano sui porti di Baia e Miseno, si respira un’atmosfera che unisce passato e presente.
Dentro, una sala da quaranta posti accoglie clienti da tutta la provincia. C’è anche una piccola torre, riservata a chi cerca un po’ di privacy: solo due posti, ma con una vista che non ha eguali. Il giardino esterno regala scorci sul golfo che, nelle sere d’estate, diventano quasi un rito per chi cena all’aperto.
La famiglia Mazzella e la sfida della qualità
“Abbiamo aperto nel gennaio 2016, quasi per gioco”, racconta Erasmo Mazzella, mostrando alcune vecchie foto del serbatoio. “Nostro padre Ferdinando aveva capito che questo posto poteva rinascere. Noi fratelli abbiamo raccolto il testimone, cercando ogni anno di fare un passo in più”.
La specialità della casa sono i crudi di mare: ostriche, gamberi rossi, tartufi e carpacci che arrivano freschissimi ogni mattina dai mercati locali. “La ricerca della qualità è diventata una vera ossessione”, confessa Erasmo. “Negli ultimi dieci anni abbiamo viaggiato molto, assaggiato, imparato dai migliori. Solo così possiamo offrire il meglio sul mercato”.
Territorio e rispetto per il mare
Ma non si parla solo di sapori. La famiglia Mazzella tiene molto a una cucina che rispetti l’ambiente. “Stiamo attenti a dove prendiamo il pesce”, spiega Rosario. “Lavoriamo con fornitori che rispettano le stagioni e le regole della pesca. È un impegno verso il mare e verso chi viene da noi”.
Il legame con il territorio è forte: molti ingredienti arrivano dalle campagne flegree o dalle barche dei pescatori locali. “Cerchiamo di valorizzare quello che abbiamo intorno”, aggiunge Erasmo. “Non avrebbe senso fare altrimenti”.
Dieci anni tra ricordi e nuovi progetti
La festa per i dieci anni si è tenuta pochi giorni fa, con amici storici e clienti affezionati. “È stato emozionante rivedere tanti volti che ci hanno seguito fin dall’inizio”, racconta Rosario. “Abbiamo ripercorso insieme le tappe più importanti: le prime difficoltà, le serate piene d’estate, le sfide della pandemia”.
Adesso si guarda al futuro: nei prossimi mesi Borgo 50 vuole rinnovare la carta dei vini e proporre nuove esperienze gastronomiche legate al crudo. “Vogliamo crescere senza perdere la nostra identità”, conclude Erasmo. “Il segreto? Restare curiosi e non smettere mai di imparare”.
Un punto di riferimento nei Campi Flegrei
In dieci anni, Borgo 50 è diventato un indirizzo fisso per chi cerca cucina di mare autentica nei Campi Flegrei. Non solo turisti: molti clienti arrivano da Napoli o dai paesi vicini, spesso su consiglio di amici. Il locale resta fedele alla sua storia – quella di un serbatoio trasformato in ristorante – ma guarda avanti con la stessa determinazione che spinse Ferdinando Mazzella a credere in un sogno.
“Qui ogni pietra racconta qualcosa”, dice Erasmo mentre saluta gli ultimi ospiti della serata. Forse è proprio questa memoria viva, mescolata al presente, a rendere Borgo 50 un luogo diverso dagli altri.