Il Festival della Barcolana si arricchisce di un’importante iniziativa culturale: la mostra ‘Il mare che unisce. Le carte marittime che hanno plasmato l’immagine dell’Adriatico dal XVI al XIX secolo’. Questo evento, che si svolge a Trieste, non è solo un’esposizione di mappe, ma un viaggio attraverso la storia e l’immaginario di un mare che ha sempre rappresentato un crocevia di culture e civiltà.
L’inaugurazione della mostra si tiene oggi, domenica 5 ottobre 2025, alle ore 18, presso la Sala Leonor Fini del Magazzino 26 nel Porto Vecchio di Trieste. Questo spazio riqualificato offre un contesto suggestivo per una rassegna di grande valore storico e scientifico. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 12 ottobre 2025, con ingresso libero e gratuito dalle ore 10 alle 18.
Collaborazione tra istituzioni
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Università di Trieste e l’Università di Zara, insieme all’Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica ‘Roberto Almagià‘ di Roma. Questa sinergia rappresenta un esempio di come la ricerca e la passione per la storia possano unirsi per creare eventi di grande impatto sociale e culturale.
Le mappe in mostra
La mostra si compone di circa cinquanta documenti nautici, con un’ampia selezione di cartine geografiche che coprono un arco temporale dal XVI al XIX secolo. Ogni mappa racconta una storia di esplorazione e incontri tra popoli e culture diverse. Le cartografie esposte, realizzate in diverse lingue e stili, riflettono le epoche e i contesti in cui sono state prodotte. Esse rappresentano una testimonianza tangibile delle interazioni tra le comunità che si affacciano sull’Adriatico, da Venezia a Ragusa, da Trieste a Zara.
Un viaggio nel passato
Un aspetto affascinante della mostra è la capacità delle mappe di evocare il mare non solo come entità fisica, ma anche come simbolo di un immaginario collettivo. L’Adriatico è stato teatro di battaglie navali, scambi commerciali e migrazioni, diventando un palcoscenico di storie umane e culturali. Ogni mappa è una finestra su un passato complesso, che ha visto il susseguirsi di imperi e la nascita di nuove nazioni.
L’esposizione è accompagnata da un volume trilingue (italiano, croato, inglese) edito dall’Università di Trieste, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale. Questo libro offre una panoramica approfondita delle mappe esposte e include un saggio introduttivo che delinea l’importanza storica e culturale dell’Adriatico.
La mostra ‘Il mare che unisce’ si inserisce perfettamente nel contesto della Barcolana, celebrando non solo la competizione velica ma anche la cultura e la storia di un territorio ricco e variegato. Durante il festival, Trieste diventa un punto di incontro per appassionati di vela, storia e cultura, creando un’atmosfera di condivisione e scoperta.
In un momento in cui il mondo sembra dividersi, iniziative come questa mostrano l’importanza di riscoprire le nostre radici comuni. La storia dell’Adriatico è una storia di incontri, scambi e influenze reciproche, e le mappe esposte sono testimonianze di questo patrimonio condiviso. Il pubblico avrà l’opportunità di esplorare non solo le linee e i contorni delle coste, ma anche le storie di vita di chi ha navigato queste acque nel corso dei secoli.
La Barcolana si conferma quindi come un evento sportivo e una piattaforma culturale, capace di stimolare il dialogo e la riflessione su temi di grande rilevanza storica e sociale. La mostra ‘Il mare che unisce’ è un invito a immergersi in un passato che continua a influenzare il presente, costruendo ponti tra culture e comunità diverse.