Pesaro, 21 dicembre 2025 – Quindici anni dopo il suo avvio, il progetto “Vela Spiegata” del Circolo Velico Ardizio si è riunito ieri a Palazzo Gradari per fare il punto insieme. Un incontro che ha visto sedute allo stesso tavolo tutte le associazioni coinvolte – Anffas, T41, Unione Italiana Ciechi, Ente Nazionale Sordi – insieme agli allievi, ai volontari e a chi ha messo in piedi una delle esperienze più longeve di vela inclusiva in Italia.
Vela Spiegata: quindici anni di inclusione sul mare
“Il mare unisce, non divide: la diversità è normale, non un’eccezione”, ha detto senza giri di parole Giovanni De Martis, ideatore e cuore del progetto. Seduto tra i ragazzi e i rappresentanti delle associazioni, De Martis ha ripercorso un cammino partito nel 2010, che ha fatto scoprire a centinaia di persone con disabilità la vela e il mare come spazi di libertà. “Gli allievi erano felici di raccontare le loro storie – ha spiegato –. Per molti, salire su una barca è stato come conquistare un nuovo mondo: il mare, aperto e infinito, e la barca, uno spazio più raccolto. Un doppio orizzonte”.
L’incontro a Palazzo Gradari si è svolto in un’atmosfera rilassata, tra vecchie fotografie e aneddoti raccolti nel tempo. “Vela Spiegata non è solo sport – ha aggiunto De Martis –. È diventato un punto di riferimento che entra nella vita di tutti i giorni. La barca ti insegna a guardare oltre, a ricominciare, a cambiare prospettiva”.
Un progetto nato dal territorio
Il progetto è nato proprio a Pesaro, sulle rive dell’Adriatico, grazie alla collaborazione tra il Circolo Velico Ardizio e realtà come l’Uici Pesaro-Urbino. “Siamo stati tra i primi a crederci – ha ricordato Giordano Cardellini, presidente dell’Unione Ciechi provinciale –. All’inizio c’era Maria Mencarini, poi ho preso io il testimone. In questi anni abbiamo visto ragazzi e adulti superare paure e limiti, scoprendo che il mare può essere alla portata di tutti”.
Secondo i dati forniti dal circolo, sono più di 200 le persone con disabilità che hanno partecipato ai corsi dal 2010 a oggi. Le lezioni si tengono tra aprile e settembre, con uscite settimanali dal porto di Pesaro. Gli istruttori sono tutti preparati per lavorare con persone con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive. “Non si tratta solo di insegnare a manovrare la barca – spiega uno degli istruttori storici –. Bisogna ascoltare, adattarsi, trovare insieme la strada giusta”.
La vela come strumento di autonomia
Per molti, la vela è diventata una vera e propria metafora di autonomia e rinascita. “All’inizio avevo dei dubbi – racconta Marco, uno degli allievi non vedenti –, poi ho capito che sulla barca contano l’ascolto e la fiducia. Il vento lo senti sulla pelle, il timone lo impari a conoscere con le mani”. Le storie raccolte durante l’incontro hanno messo in luce come la pratica sportiva abbia aiutato anche a socializzare e a crescere come persone.
“Abbiamo visto tante persone tornare a sorridere – racconta una volontaria –, fare nuove amicizie, affrontare con più coraggio le difficoltà di ogni giorno”. Il progetto ha coinvolto anche le famiglie: “Per noi genitori è stato importante vedere i nostri figli affrontare il mare senza paura”, ha detto una madre presente.
Un futuro da scrivere ancora
Dopo quindici anni, “Vela Spiegata” punta al futuro. Il Circolo Velico Ardizio sta lavorando per allargare le attività e coinvolgere nuove realtà del territorio. “C’è ancora tanto da fare – ammette De Martis –, ma la strada è segnata. Il mare resta una scuola di vita per tutti”. Le associazioni hanno confermato l’impegno a proseguire insieme: “La collaborazione è stata la chiave”, sottolinea Cardellini.
Il prossimo appuntamento è in primavera, con l’avvio della nuova stagione di corsi. Intanto, a Palazzo Gradari si è respirata un’atmosfera di festa e gratitudine: “Abbiamo imparato che il mare può essere davvero per tutti”, ha concluso uno degli allievi storici. Forse è proprio questa la rotta da seguire.