Londra, 10 dicembre 2025 – Il mondo della vela negli ultimi mesi ha avuto un protagonista indiscusso: l’AC75 “RB3”, lo scafo con cui il team britannico INEOS Britannia ha sfidato Emirates Team New Zealand nella 37esima America’s Cup. Per molti appassionati, il nome RB3 evoca tecnologia, velocità e, soprattutto, il miglior risultato britannico degli ultimi novant’anni.
RB3, la barca che ha ridato fiato alla vela inglese
La storia della RB3 è nata nei cantieri inglesi, dove il team di Sir Ben Ainslie ha lavorato mesi curando ogni dettaglio. La barca è stata varata nel 2024 in un clima di grande attesa. “Sceglierei RB3 come la barca più affascinante che abbia mai condotto”, ha raccontato Dylan Fletcher, campione SailGP e co-timoniere del team britannico. “Era la mia prima volta in una barca di Coppa America. Un’esperienza che non scorderò”.
Il cammino di INEOS Britannia verso la finale è passato dalla vittoria nella Louis Vuitton Cup Challengers Series, un traguardo che mancava dal 1934. È stato solo l’inizio: con la sfida agli imbattibili neozelandesi, la RB3 è diventata il simbolo di una nuova era per la vela inglese.
RB3, la rivoluzione sulle onde
La RB3 non è una barca qualunque. Lunga 23 metri (75 piedi), senza cabine a bordo, è progettata per “volare” sull’acqua grazie ai foil di ultima generazione. Solo lo scafo vale oltre 10 milioni di euro, senza contare attrezzature e supporto tecnico. La velocità massima raggiunta durante gli allenamenti è stata di 55,6 nodi, un record che ha stupito anche i più esperti.
“Passare dall’AC40 alla RB3 è stato un vero salto”, ha spiegato Fletcher. “Serve una mano molto delicata per gestire tutta la potenza della barca. Ogni mossa va calcolata, basta poco per perdere il controllo”. Proprio questa sfida l’ha resa amatissima tra chi la conosce davvero.
Una sfida storica per i velisti britannici
Per Fletcher e Ainslie, dividersi il timone della RB3 ha significato anche condividere la pressione di un’impresa storica. “Realizzare il sogno di condurre una barca britannica in Coppa America è stato qualcosa di unico”, ha raccontato Fletcher a Yachting World. Il team ha lavorato senza sosta tra Southampton e Barcellona, dove si sono disputate le regate decisive.
Il pubblico inglese ha seguito ogni tappa con passione. Sui moli di Portsmouth, durante le dirette tv, non sono mancati applausi e qualche lacrima – segno che la RB3 ha saputo riaccendere l’orgoglio di una nazione.
RB3, un’eredità per il futuro
Oggi la RB3 è considerata una delle barche più innovative degli ultimi dieci anni. Non solo per le prestazioni, ma anche per le soluzioni tecniche: materiali compositi, sistemi elettronici all’avanguardia, un design studiato per ridurre ogni forma di attrito. “È una barca che va rispettata”, ha ammesso Ainslie in una recente intervista. “Abbiamo imparato tanto, e queste lezioni saranno fondamentali per la vela britannica che verrà”.
Gli esperti la vedono come un punto di svolta: “Ha dimostrato che anche i team europei possono giocarsela alla pari con i colossi del Pacifico”, ha commentato un tecnico del Royal Yacht Squadron.
RB3, un ricordo vivo tra gli appassionati
A mesi dalla finale persa contro Emirates Team New Zealand, la RB3 continua a far parlare velisti e tifosi. Nei club nautici inglesi si ricorda ancora la sua spinta improvvisa, i rischi corsi in regata, le notti passate a limare ogni dettaglio.
Per molti giovani velisti britannici, vedere la RB3 in acqua ha fatto tornare la voglia di sognare: riportare la Coppa America a casa. E chissà che, alla prossima edizione, non sia proprio questa barca a far partire una nuova sfida.