Scopri l’ape delle dune: un tesoro nascosto tra terra e mare in Sardegna

Olbia, 26 novembre 2025 – Nel maggio 2022, sull’isola di Culuccia, nel nord-est della Sardegna, un gruppo di entomologi dell’Università Roma Tre ha scoperto una nuova specie di ape selvatica. L’insetto, chiamato Andrena culucciae, è stato individuato durante uno studio sugli impollinatori locali, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Naturalistico di Culuccia. Ora, questa scoperta è stata pubblicata sul “Journal of Hymenoptera Research” e rappresenta un passo avanti importante per la conoscenza della biodiversità sarda. Un segnale incoraggiante in un momento in cui gli insetti impollinatori sono in forte declino.

Tra le dune della Gallura nasce una scoperta

L’ape Andrena culucciae vive solo sull’isola privata di Culuccia, una stretta lingua di sabbia tra la Gallura e il mare, acquistata nel 2017 dall’imprenditore torinese Marco Boglione. Proprio lì, tra le dune e i fiori rosa dell’Armeria pungens, questo insetto svolge il suo ruolo di impollinatore. “Quando ho raccolto i primi esemplari – racconta Matteo Annessi, allora laureando e oggi dottorando a Roma Tre – ho subito notato differenze rispetto alle specie già conosciute”. L’intuizione è stata confermata dal laboratorio: analisi al microscopio elettronico, controlli morfologici e test genetici hanno permesso di descrivere questa nuova specie.

Un’ape solitaria, lontana dalle api da miele

A differenza dell’ape domestica (Apis mellifera), la Andrena culucciae non produce miele e non vive in colonie. È un’ape solitaria, di media grandezza, completamente nera sia nei maschi che nelle femmine. “Quando si pensa alle api, spesso si immagina solo quella che fa il miele – spiega Andrea Di Giulio, docente di entomologia a Roma Tre – ma in Italia ci sono oltre mille specie, 400 solo in Sardegna”. Fino a oggi sull’isola di Culuccia erano note 77 specie di api selvatiche. Ora sono 78.

Pubblico e privato insieme per la biodiversità

Dietro questa scoperta c’è una collaborazione nata nel 2022, grazie a un accordo tra l’Osservatorio Naturalistico di Culuccia, diretto dalla biologa Sabrina Rossi, e il gruppo di ricerca guidato da Di Giulio. L’osservatorio, voluto proprio da Boglione nel 2020, si occupa di monitorare la fauna locale e promuovere studi scientifici sull’isola. “Unire metodi tradizionali e tecnologie moderne è fondamentale per conoscere davvero la biodiversità”, sottolinea Alessandra Riccieri, ricercatrice a Roma Tre. La scoperta della nuova ape è la prova che questa strada funziona.

Vita tra sabbia, polline e metamorfosi

Le prime osservazioni mostrano che la Andrena culucciae fa il nido nel terreno sabbioso delle dune. Il suo ciclo di vita dura circa un anno. I maschi spuntano per primi, a maggio, si nutrono e cercano le femmine, poi spariscono presto dopo l’accoppiamento. Le femmine scavano gallerie sotto terra dove depongono le uova, insieme a palline di polline e nettare per nutrire le larve. Il nido viene chiuso ermeticamente per proteggerlo da predatori come coleotteri e scorpioni. L’inverno blocca tutto, ma con i primi caldi le larve si trasformano in pupe, poi in api adulte, pronte a ricominciare il ciclo.

Un segnale di speranza per gli impollinatori

La scoperta della Andrena culucciae arriva in un momento difficile per gli insetti impollinatori, messi a dura prova dai cambiamenti climatici e dall’attività umana. “È un risultato importante – evidenzia Di Giulio – perché arricchisce la conoscenza della fauna sarda e dimostra che ci sono ancora zone poco esplorate”. La sfida che ora attende i ricercatori è capire meglio come vive questa ape: come fa il nido, quali piante frequenta, come si adatta al clima isolano.

Culuccia, un laboratorio naturale nel Mediterraneo

L’isola di Culuccia, con i suoi ambienti ancora intatti e la gestione attenta dell’osservatorio, si conferma un vero laboratorio a cielo aperto per studiare la biodiversità del Mediterraneo. “Per proteggere un ecosistema, il primo passo è conoscerlo bene”, ricorda Di Giulio. E così, una piccola ape nera, fino a ieri sconosciuta, diventa il simbolo di una Sardegna capace ancora di sorprendere chi la sa guardare da vicino.

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