Yerevan, 26 febbraio 2026 – L’Armenia apre le porte a un flusso record di viaggiatori: dal 1° febbraio, chi arriva da 113 Paesi può entrare senza visto, almeno fino al 1° luglio 2026. Una scelta decisa per dare una spinta al turismo, ancora in ripresa dopo anni complicati, e per far scoprire una terra spesso ignorata dai grandi flussi europei. “L’Armenia è aperta e accogliente”, ha detto Lusine Gevorgyan, presidente del Comitato per il turismo. “Non vediamo l’ora di mostrare la nostra cultura, i nostri paesaggi e la nostra ospitalità”.
Stop ai visti per 113 Paesi: le nuove regole per entrare in Armenia
Il governo armeno ha pubblicato un decreto che permette ai cittadini dell’Unione Europea, del Regno Unito, degli Stati Uniti, degli Emirati Arabi Uniti e di molti altri Stati – in totale 113 – di visitare il Paese senza bisogno di visto. Il soggiorno massimo è di 180 giorni in un anno. La stessa regola vale per chi ha un permesso di soggiorno valido in UE o nell’area Schengen (Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein). L’idea è chiara: “attirare visitatori tutto l’anno”, ha spiegato Gevorgyan. Le nuove norme resteranno in vigore almeno fino all’estate 2026, con la possibilità di estenderle se i risultati saranno positivi.
Armenia 2026: natura, storia e ospitalità da scoprire
L’Armenia, situata sugli altipiani dell’Asia occidentale, offre molto più di quanto ci si aspetti. Qui si può passare dalla natura selvaggia alle radici culturali profonde. “Con i suoi monasteri antichi, le montagne spettacolari e una cucina vivace, il Paese regala esperienze diverse in ogni stagione”, ha aggiunto Gevorgyan. Yerevan, la capitale, è facilmente raggiungibile con voli diretti o con uno scalo da molte città europee: poche ore separano Roma o Milano da una realtà fatta di architetture imponenti e caffè pieni di vita.
Montagne e monasteri: il paradiso degli escursionisti
Chi ama camminare trova in Armenia un territorio quasi tutto da esplorare. Il Transcaucasian Trail si snoda per oltre 800 chilometri tra montagne e vallate, passando per vette come il monte Aragats (4.090 metri) e l’Azhdahak. Nel Parco nazionale di Dilijan, chiamato la “Svizzera d’Armenia”, si attraversano boschi fitti e si scoprono antichi monasteri come Goshavank, Matosavank e Jukhtakvank. A pochi passi si trova il lago Sevan, uno dei più grandi laghi d’acqua dolce d’alta quota al mondo.
I monasteri di Haghpat e Sanahin, nel nord, sono Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Risalgono al periodo tra il X e il XIII secolo e furono centri religiosi e culturali molto importanti. Nel sud, spicca il monastero di Khor Virap, che per Ance Švajnzger, direttore generale per l’Europa orientale di Intrepid Travel, “merita una visita a Dilijan: è il luogo più sacro d’Armenia”. Per i più esperti c’è anche il monastero rupestre di Geghard, scavato nella roccia della valle dell’Azat.
Yerevan: tra musei, caffè e mercatini vivaci
Chi preferisce la città trova in Yerevan un’atmosfera unica. L’architettura sovietica, con le sue arcate neoclassiche e forme brutaliste, convive con locali moderni e mercatini colorati. La biblioteca Matenadaran conserva migliaia di manoscritti antichi; il Museo di storia dell’Armenia racconta millenni di civiltà con reperti archeologici. North Avenue è la via dei caffè più frequentati, mentre il mercatino delle pulci Vernissage offre artigianato e oggetti d’antiquariato.
La scena artistica contemporanea si muove al Cafesjian Centre for the Arts, con mostre temporanee e festival che coinvolgono artisti emergenti da tutto il mondo. Ma, secondo Švajnzger, “il centro urbano più autentico resta Gyumri”, nel nord-ovest: “Una città piena di gente calorosa e dal cuore aperto”. Qui si trova anche il panificio-caffè Aregak, il primo locale inclusivo del Paese, che dà lavoro a giovani con disabilità e a madri con figli con bisogni speciali.
Armenia, una meta da scoprire nel 2026
Con queste nuove regole, l’Armenia punta a superare i due milioni di visitatori entro fine 2026. Le autorità sperano che la combinazione di natura, storia e ospitalità convinca sempre più persone a scegliere questa destinazione. “Siamo pronti ad accogliere chiunque voglia scoprire la nostra terra”, ha concluso Gevorgyan. Forse, quest’anno, sarà più facile lasciarsi tentare da una meta fuori dai soliti percorsi.