Scoprire Milano dal mare: la città attraverso gli occhi dei minori stranieri non accompagnati

Milano, 13 novembre 2025 – Uno sguardo diverso su Milano, quello dei minori stranieri non accompagnati accolti in città, è al centro della mostra fotografica “Milano vista dal mare”, inaugurata oggi allo Spazio Seicentro di via Savona. L’esposizione, promossa dal Comune di Milano insieme al Terzo settore, raccoglie 35 fotografie scattate da ragazzi arrivati in Italia da soli, dopo viaggi lunghi e spesso pericolosi. Un racconto per immagini che cerca di restituire la complessità dell’accoglienza, il senso di smarrimento ma anche di scoperta che accompagna chi deve ricominciare lontano da casa.

Fotografie che uniscono mondi diversi

Le foto esposte nascono dai laboratori artistici guidati dal fotografo Roberto R. Franchi, all’interno del progetto Fr-Agile!, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione e sostenuto dal Comune. I giovani autori, venuti da Paesi come Egitto, Bangladesh, Albania e Nigeria, hanno fissato in immagini angoli di Milano che spesso sfuggono anche a chi ci vive: una panchina in piazza Oberdan all’alba, il tramonto che tinge i binari della stazione Centrale, la facciata di una scuola a Corvetto. “Abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontare la città come la vedono loro, senza filtri”, ha detto Franchi durante la presentazione. “Sono venute fuori immagini intime, a volte malinconiche, altre piene di speranza”.

Un percorso fatto di ascolto e integrazione

Secondo i dati dell’Assessorato alle Politiche Sociali, sono circa 1.200 i minori stranieri non accompagnati ospitati a Milano, tra comunità socioeducative e strutture del sistema SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione). Il progetto Fr-Agile!, attivo dal 2023, punta a rafforzare il cammino verso l’inclusione, concentrandosi soprattutto sui ragazzi più fragili. “Non si tratta solo di offrire un tetto o un pasto caldo”, ha spiegato l’assessora Lamberto Bertolé. “L’obiettivo è costruire rapporti di fiducia e dare ai ragazzi strumenti per esprimersi. La fotografia, in questo senso, è un mezzo potente”.

Dietro l’obiettivo, storie di vita

Tra i giovani fotografi c’è Ahmed, 17 anni, arrivato dall’Egitto nel 2022. La sua foto preferita mostra il Naviglio Grande sotto la pioggia: “Quando sono triste vengo qui a guardare l’acqua”, ha raccontato. Poi c’è Samira, 16 anni, originaria del Mali, che ha fotografato una bicicletta abbandonata vicino al Parco Sempione. “Mi ricorda la mia infanzia”, ha detto con un sorriso timido. Ogni scatto è accompagnato da una breve didascalia scritta dagli stessi ragazzi, in italiano o nella loro lingua madre.

Un racconto collettivo per tutta la città

La mostra resterà aperta fino al 30 novembre, con ingresso gratuito dalle 10 alle 19. Oltre alle fotografie, sono in programma incontri con operatori sociali e volontari delle associazioni coinvolte – come Fondazione Progetto Arca e Comunità Nuova – per approfondire le sfide dell’accoglienza e dell’integrazione. “Milano cambia volto ogni giorno”, ha ricordato il sindaco Giuseppe Sala all’inaugurazione. “Questi ragazzi ci aiutano a scoprire angoli nuovi e a capire cosa significa sentirsi parte di una comunità”.

L’arte che aiuta a integrarsi

Gli organizzatori sottolineano come i laboratori artistici abbiano avuto un impatto positivo anche sul benessere dei ragazzi. “Molti hanno trovato nella fotografia un modo per raccontarsi senza paura”, ha spiegato un’educatrice. “Non tutti parlano bene l’italiano, ma con le immagini riescono a esprimere emozioni che spesso restano nascoste”. Il Comune e le associazioni partner vogliono continuare su questa strada, con nuove attività creative nei prossimi mesi.

Uno sguardo che interroga la città

“Milano vista dal mare” non è solo una mostra. È un invito a guardare la città con occhi nuovi, a riflettere sulle storie che si celano dietro ogni volto che incontriamo per strada. Un’occasione – come ha detto un visitatore all’uscita – “per ricordarci che l’accoglienza non è solo una parola, ma un gesto che si fa ogni giorno”.

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