Mattinata, 5 febbraio 2026 – Nella mattinata di ieri, due subacquei sono stati sorpresi mentre raccoglievano ricci di mare in modo illegale nelle acque di Mattinata, sul promontorio del Gargano. L’operazione, messa a segno dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia e coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari, ha portato al sequestro di circa 1.200 esemplari di Paracentrotus Lividus, oltre all’attrezzatura usata dai trasgressori. I due, residenti nella provincia di Barletta Andria Trani, sono stati multati con una sanzione complessiva di 4.000 euro.
Controlli serrati lungo la costa del Gargano
L’intervento delle Fiamme Gialle fa parte di una serie di controlli mirati a proteggere l’ecosistema marino e a fermare la pesca di frodo. Secondo quanto riferito dagli agenti, la zona di Mattinata – facilmente raggiungibile tramite strade secondarie tra la macchia mediterranea – è da tempo sotto osservazione per episodi simili. “Abbiamo pattugliato con la nostra unità navale”, ha spiegato un ufficiale della Guardia di Finanza di Manfredonia, “e solo dopo aver notato movimenti sospetti vicino alla spiaggia siamo intervenuti”.
I due sub sono stati colti sul fatto mentre tornavano a riva con le bombole ancora addosso e i contenitori pieni di ricci appena raccolti. Gli agenti hanno subito sequestrato sia l’attrezzatura, in particolare la bombola da sub, sia l’intero pescato.
I ricci restituiti al mare per salvare l’ecosistema
Sul posto è stata presa la decisione di rimettere in mare i 1.200 ricci di mare, come confermato dagli stessi militari. “Abbiamo agito in fretta per salvare gli animali”, ha detto uno degli operatori, “perché i ricci sono fondamentali per l’equilibrio dei fondali”. Questi piccoli animali aiutano a mantenere pulite le praterie di posidonia e a regolare le alghe, elementi essenziali per la salute delle coste.
La pesca del riccio è attualmente vietata lungo tutte le coste pugliesi, come ricordano le Fiamme Gialle in una nota diffusa dopo l’operazione. Il divieto, deciso dalla Regione Puglia, serve a permettere il ripopolamento della specie, minacciata da raccolte intensive e attività illegali.
Pesca illegale, sanzioni senza sconti
Oltre al sequestro di attrezzatura e pescato, ai due pescatori abusivi è stata inflitta una multa totale di 4.000 euro. “Il nostro compito”, ha spiegato il comandante del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, “è proteggere non solo l’ambiente, ma anche la salute pubblica e l’economia locale”. Il commercio illegale di prodotti del mare mette a rischio la biodiversità e danneggia chi lavora rispettando le regole.
I controlli continueranno nei prossimi mesi, concentrandosi sulle zone più delicate del Gargano e delle coste pugliesi. “Sorvegliare le acque territoriali resta una priorità”, hanno ribadito dalla Guardia di Finanza, sottolineando l’importanza della collaborazione con le autorità locali per evitare nuovi episodi.
La comunità osserva e spera
L’episodio ha suscitato reazioni tra residenti e operatori turistici della zona. Alcuni bagnanti presenti sulla spiaggia hanno assistito all’intervento delle forze dell’ordine poco dopo le 10 del mattino. “Non è la prima volta che vediamo queste cose”, racconta un abitante del posto, “ma speriamo che i controlli servano davvero a proteggere il nostro mare”.
La tutela dei fondali e delle specie marine è diventata una priorità per le comunità costiere pugliesi, spesso penalizzate dalla pesca illegale e dall’inquinamento. Solo con una vigilanza costante e il rispetto delle regole – sottolineano gli esperti – si potrà garantire un futuro sostenibile a queste risorse.
Intanto, la Guardia di Finanza invita chiunque noti comportamenti sospetti lungo le coste a segnalarli subito alle autorità competenti.