Surviving the storm: My harrowing escape from Hurricane Beryl

Quando si parla di avventure in mare, pochi eventi possono essere paragonati all’esperienza di navigare in un uragano. Sono Ben Williams, un neofita della vela, e la mia storia inizia con l’acquisto di un catamarano di 40 piedi. La mia avventura nel Mar dei Caraibi, un sogno che si stava avverando, è stata interrotta dall’imminente uragano Beryl. In questo articolo, condividerò le sfide e le decisioni che ho affrontato durante questa esperienza unica e pericolosa.

La preparazione per l’uragano

Il mio viaggio è iniziato a Tyrell Bay, dove l’ancoraggio sembrava perfetto. In quel momento, non c’era nulla che potesse farci presagire il disastro imminente. Molti velisti locali ci consigliavano di portare le barche nei mangrovieti, ritenendoli il posto più sicuro. Tuttavia, il giorno prima della tempesta, ho iniziato a ricevere messaggi urgenti da parte del mio broker e dei precedenti proprietari della barca, che ci esortavano a “Navigare a sud, ora!”

  1. Controllare le previsioni meteo: Le condizioni erano incerte riguardo al percorso esatto dell’uragano Beryl.
  2. Discutere con altri velisti: Ho parlato con una famiglia texana che aveva completato un giro del mondo e mi hanno avvertito di non sottovalutare i pericoli.
  3. Rivalutare i piani: Ho realizzato che non avevamo attrezzature adeguate per affrontare la tempesta.

La decisione di partire

Con il crescente sentimento di urgenza, ho capito che era giunto il momento di partire. Nonostante un terribile postumi di una sbornia, abbiamo deciso di navigare verso Trinidad, seguendo il lato di Grenada. Abbiamo levato l’ancora e ci siamo diretti verso sud, ma le condizioni sono rapidamente peggiorate.

  • Il vento è aumentato a 30 nodi e la barca ha iniziato a muoversi in modo incontrollato.
  • Ho urlato ai miei figli di abbassare le vele, e con grande orgoglio ho visto come si sono mossi con sicurezza nonostante le avverse condizioni.
  • Con le vele abbassate e i motori accesi, siamo riusciti a muoverci a una velocità di un nodo.

L’arrivo a Trinidad

Dopo un’intensa navigazione, siamo finalmente arrivati a St. George, dove ci siamo ormeggiati a una boa. La mattina seguente, abbiamo ricevuto notizie che l’uragano Beryl era stato aggiornato a un uragano completo. È stato un risveglio brusco, ma ci siamo messi in marcia verso sud.

  1. Navigazione rapida: Con venti di 18 nodi, stavamo navigando a una media di 8 nodi.
  2. Rifugio a Chacachacare: Abbiamo trovato riparo tra altre 50 barche ancorate, ma l’ansia e l’eccitazione non mi hanno permesso di dormire.
  3. L’impatto di Beryl: Dopo la tempesta, abbiamo scoperto che Tyrell Bay era stata completamente distrutta, con molte barche danneggiate oltre la riparazione.

Dopo aver affrontato l’uragano Beryl, ci siamo spostati nel porto del club nautico di Trinidad, dove abbiamo condiviso le nostre storie con altri velisti. Trinidad si è rivelata un luogo meraviglioso, ricco di persone incredibili e ottimi approvvigionamenti. Fortunatamente, abbiamo trascorso la stagione a Grenada, senza dover affrontare ulteriori uragani.

In conclusione, la mia esperienza di navigazione in un uragano è stata un’importante lezione di preparazione e adattamento. La navigazione in mare richiede non solo abilità tecniche, ma anche la capacità di prendere decisioni rapide e informate in situazioni di crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser