The future of sailmaking: a comeback in the USA?

Nel 1983, ho iniziato la mia avventura nel mondo della realizzazione delle vele da regata. Per dodici anni, ho creato vele veloci senza alcuna esperienza pregressa. Ripensando a quegli anni, mi rendo conto di quanto fossi fortunato, considerando che la produzione di vele si è spostata in gran parte in Asia, lasciando i produttori americani in un lento ma inesorabile declino. Recentemente, ho avuto un’esperienza che ha messo in luce quanto sia cambiato il mercato delle vele. Un giorno, ho ordinato una vela nuova per il mio Sabot di 8 piedi da un velista locale, solo per scoprire che, nonostante l’acquisto fosse effettuato localmente, la vela era stata fabbricata in Asia e includeva spese di spedizione. La mia frustrazione è stata palpabile, non solo perché il piccolo pezzo di tessuto che avevo realizzato anni fa era ora prodotto oltre oceano, ma anche perché non avevo prestato attenzione a questo dettaglio.

Questa esperienza mi ha fatto riflettere su un articolo del New York Times intitolato “Come i dazi potrebbero rendere più costosi gli hobby degli americani”. Questo articolo ha sollevato interrogativi su un possibile ritorno della produzione di vele negli Stati Uniti, soprattutto alla luce delle recenti politiche commerciali e dei dazi imposti su molti prodotti importati.

La storia di Frank Vaughan

Un esempio concreto di questa situazione è rappresentato dalla storia di Frank Vaughan, un uomo di 66 anni che vive a Cedar Creek, in Texas. Da ottobre ha lavorato per ripristinare una barca a vela Catalina 18 del 1990, e all’inizio di quest’anno la sua imbarcazione era quasi pronta per essere varata. L’unico elemento mancante erano le vele. A febbraio, Vaughan ha deciso di ordinare due nuove vele in Dacron da una compagnia cinese. Il preventivo iniziale era di 400 dollari ciascuna, ma successivamente, a causa dei dazi, il prezzo è schizzato a circa 1.200 dollari per ogni vela.

Nonostante l’aumento dei costi, Vaughan ha continuato a cercare altre opzioni. Si è rivolto a un’azienda canadese, ma ha scoperto che anche questa si riforniva dalla Cina, il che significava che i prezzi sarebbero stati del 50% superiori rispetto a quanto inizialmente preventivato. Un’azienda americana ha offerto un preventivo di circa 800 dollari per vela, ma anche in questo caso, il tessuto proveniva dalla Cina e c’era una lista d’attesa di sei-otto mesi. La frustrazione di Vaughan è diventata palpabile, e alla fine ha optato per un set di vele usate a 236 dollari ciascuna. “Faranno il loro lavoro per un po’”, ha commentato, ma ha riconosciuto che non erano fresche e brillanti come quelle nuove.

Le sfide dell’industria nautica

Questa situazione mette in luce non solo le sfide economiche affrontate dai velisti amatoriali, ma anche una questione più ampia riguardante l’industria della nautica negli Stati Uniti. Negli ultimi decenni, la produzione di vele, come molti altri settori manifatturieri, ha cercato di massimizzare i profitti delocalizzando la produzione in paesi dove i costi della manodopera sono significativamente più bassi. Questo spostamento ha avuto effetti devastanti sulla capacità dei produttori americani di competere, portando a una drastica riduzione della forza lavoro e a una diminuzione della qualità dei prodotti.

Segnali di cambiamento

Tuttavia, ci sono segnali che potrebbero far sperare in un ritorno della produzione di vele negli Stati Uniti. Con l’aumento dei dazi sulle importazioni e il crescente interesse dei consumatori per prodotti locali e sostenibili, alcuni produttori americani stanno rivalutando le loro strategie. Molti appassionati di vela desiderano supportare le aziende locali, anche se ciò significa pagare un prezzo più elevato. Questo desiderio di sostenibilità e di qualità potrebbe, in ultima analisi, incoraggiare una rinascita della produzione di vele negli Stati Uniti.

Inoltre, la crisi della pandemia di COVID-19 ha spinto molti a rivalutare le loro priorità e a concentrarsi su hobby come la vela, che offrono un’opportunità di evasione e relax. Questo rinnovato interesse potrebbe fornire un impulso significativo al settore, rendendo più sostenibile la produzione locale.

Il futuro della produzione di vele negli Stati Uniti rimane incerto, ma c’è una crescente consapevolezza dell’importanza di sostenere l’industria locale. Mentre i velisti come Frank Vaughan si trovano ad affrontare dilemmi economici e pratici, la speranza è che un nuovo modello di produzione, più consapevole e responsabile, possa emergere. Se le aziende americane riusciranno a riadattarsi e a innovare, potrebbe esserci un futuro luminoso per la vela Made in America.

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